XV Ciclo (2000/2003)
arch. Giovanni Caffio
La rappresentazione dell’architettura nella rete. Strumenti e nuovi linguaggi telematici
Tutor: prof. Livio Sacchi, CoTutor: prof. Maurizio Unali

L’indagine si propone di studiare la complessità di rapporti e di interrelazioni, che si è instaurata tra gli strumenti e le tecnologie telematiche e la comunicazione del progetto di architettura. E’ intuitivo, infatti, che le potenzialità comunicative (espressive e perfino creative) dell’architettura si siano evolute parallelamente allo sviluppo dei media nella cultura elettronica. Nell’ambito della letteratura, della musica, della pubblicità i linguaggi della comunicazione hanno acquisito nuovi sviluppi e nuove valenze, da quando sono legati alla medesima cultura digitale.
All’interno di questo nuovo orizzonte culturale, in cui interagiscono e si influenzano sincreticamente i vari linguaggi, anche l’architettura ha ottenuto nuova forza e nuovi impulsi, grazie alla capacità che la contraddistingue di generare immagini in grado di sintetizzare programmi, miti contemporanei e utopie collettive.
Nell’attuale clima culturale, orientato verso i fenomeni della dematerializzazione (Lyotard), della virtualità (de Kerckove)e dell’ubiquità telematica (Virilio), l’architettura acquisisce una crescente valenza comunicativa e tende a scoprire le proprie potenzialità espressive nella rappresentazione, come mezzo per diffondere informazioni, come limite tra immaginazione e realtà, come traccia di pensieri e trasformazioni.
Le nuove immagini elaborate dagli strumenti digitali e trasmesse attraverso la Rete impongono un ampliamento dell’idea di rappresentazione e un cambiamento delle regole precostituite.
La rappresentazione telematica si libera dei legami con ogni formalismo accademico, nega le convenzioni e sperimenta nuovi scenari in cui esprimere idee architettoniche, che non devono avere necessariamente come esito la costruzione.
Dietro tali novità si intravedono i rischi di un’omologazione dei mezzi comunicativi, appiattiti sotto il peso del “gusto” imperante. E questo può essere imputabile a cause differenti: da una parte l’impiego di determinati softwares per il disegno, la modellazione e l’impaginazione delle immagini, dall’altra l’incredibile accelerazione che ha subìto la comunicazione dell’architettura, da quando si è svincolata dai consueti mezzi di esposizione (libri, riviste, mostre, ecc.) ed è libera di viaggiare entro le reti telematiche.
D’altro canto non si può negare che gli spazi offerti da Internet si apprestano a divenire fertili campi nella sperimentazione di inediti codici comunicativi del progetto per una nuova figura d’architetto. Per rendere più evidente l’evoluzione che la comunicazione del progetto sta subendo, è necessario individuare alcune possibili chiavi di lettura che, a nostro avviso, possono facilitare l’approccio ai nuovi linguaggi della comunicazione in rete.
Per questo fine, è utile l’analisi delle comunicazioni grafiche e progettuali presenti in Rete di alcuni architetti come MVRDV, van Berkel, Oosterhuis, Lynn, Asymptote Architecture, per citare i più famosi, i quali sono riusciti a esplorare in modo incisivo e innovativo tanto la rappresentazione architettonica quanto la comunicazione telematica.