Si segnalano solo alcune collane e le ultime pubblicazioni.
Per un elenco completo delle pubblicazione degli autori, si rimanda ai seguenti link:
Maurizio Unali (a cura di),Abitare virtuale significa rappresentare
Kappa, Roma 2008
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Livio Sacchi,Tokyo-to,
Skira, Milano 2004
Tokyo è oggi la città più grande del mondo. La sua immagine, nonostante l’esteso processo di globalizzazione, e’ molto diversa da ciò che siamo abituati a incontrare in Europa, in America o anche in altri paesi dell’Asia. Lo choc VISIVO e culturale e’ forte: appare vastissima, incontrollabile, modificabile, comunicabile, caotica
Tokyo e’ una delle poche città globali e, con Londra, New York e forse qualche altra, fa oggi parte di un vero e proprio sistema transnazionale. E’ una straordinaria capitale dell’architettura contemporanea e, al tempo stesso, costituisce un eccezionale fenomeno urbano al quale non e’ possibile non guardare con grande attenzione. Ancora più importante e che, dietro un dibattilo apparentemente astratto, essa ci pone un problema sostanziale: si tratta dell’ultima degenerazione della città occidentale o invece di qualcosa di completamente differente, con una propria radicata diversità storica e una precisa autonomia culturale che la pur forte e recente ibridazione con I’Occidente non ha sostanzialmente modificato? E poi, c’interessa per questi motivi o non piuttosto per il suo essere/apparire proprio come la città che, non facendo parte della tradizione occidentale, più di ogni altra ne ha raccolto la sfida millenaria e si e proiettata in avanti, con le sue rapidissime trasformazioni, con l’energia, l’incoscienza e l’aggressività possibili solo a chi di tale tradizione non ha mai fatto parte, al punto da sostanziare una vera e propria nuova forma simbolica nella fenomenologia urbana del XXI secolo?
Livio Sacchi,Franco Zagari. L’interpretazione del paesaggio
Testo & Immagine, Torino 2003
Franco Zagari (1945), architetto, e ordinario di Architettura del paesaggio presso l’universita’ “Mediterranea” di Reggio Calabria. La sua ricerca riguarda il paesaggio come opera architettonica, a tutto campo, dal design all’urbanistica, e ha come aspetto centrale la costruibilita’ in funzione dei comportamenti umani. Fra i progetti realizzati: Giardino italiano, Osaka, 1990; piazza Matteotti, Catanzaro, 1992; Villa Leopardi, Roma, 1992; centro di accoglienza per le grotte preistoriche, Niaux, 1994; piazza Montecitorio, Roma, 1998; piazza Marconi, Brisighella, 2001; piazze centrali di Cisterna di Latina, 1997-2002; piazza Manzoni, Montegrotto, 2002; lungomare Faleria a Porto Sanf Elpidio, 2003. Fra i concorsi internazionali: riqualificazione delle rive di Trieste, 2002; piazze centrali di Saint Denis, Francia, 2003.
Livio Sacchi e Maurizio Unali (a cura di),
Architettura e cultura digitale
Skira, Milano 2003
Quali sono i rapporti tra architettura e cultura digitale?
Come la “rivoluzione informatica”, fenomeno pervasivo e trasversale, ha modificato il pensiero e l’operatività architettonica? E quali i suoi effetti sulla rappresentazione e conformazione dell’architettura?
II fenomeno dell’interattività e il concetto di ipersuperficie, cosi diffusi all’interno della cultura digitale, assieme all’ampliamento delle nostre facoltà sensoriali, potenziate dalla realtà tecno-informatica, come stanno modificando la creatività e la sfera progettuale? Nella didattica, in che misura la diffusione nelle scuole d’architettura di hardware e software accelera e aiuta I’apprendimento e la circolazione delle idee?
II ciberspazio, questo nuovo possibile modello di “spazio ideale” – dove acquisisce un diverso valore anche il senso fisico della gravita che caratterizza il nostro reale -, integrando molti dei media precedenti, come modifica la nostra concezione del mondo e le categorie di spazio e di tempo? Fino a che punto, in architettura, esso determina e influenza le nostre azioni, o la stessa nozione di realtà? Quanto il medium utilizzato incide in termini di trasformazione di pensiero negli scenari del processo progettuale contemporaneo? E poi, in che modo le innovazioni comunicative hanno modificato i “modelli espressivi” dell’architettura?
Queste e altre domande entrano nel vivo di un tema affascinante e controverso che catalizza, a vari livelli, gran parte del dibattito contemporaneo In questo volume alcuni specialisti del settore propongono un aggiornato punto di vista critico, che pubblichiamo in forma di work in progress. I saggi raccolti. scritti da autori italiani e stranieri fra i più attenti a quanta accade sulla scena contemporanea internazionale, propongono al lettore ricerche, riflessioni e provocazioni, su alcuni dei tanti temi in evoluzione nel fluido e complesso territorio della cultura architettonica digitale. Un insieme articolato di idee e riferimenti sullo “stato dell’arte” della frontiera tecnologica e della dimensione digitale del progetto di architettura, di cui si illustrano statuti comunicativi, potenzialità espressive e applicazioni, mostrandone i limiti e delineandone gli scenari evolutivi.
F. Purini e L. Sacchi (a cura di),
Dal Futurismo al futuro possibile nell’architettura italiana contemporanea
Skira, Milano 2002.
All’interno del volume compaiono, in particolare, i saggi di L. Sacchi: I giovani, pp. 82-103 e L’Italia e’ un’isola, pp. 298-300. Il volume e’ stato presentato a Kuala Lumpur, presso la National Gallery of Malaysia il 7 aprile 2003; a Tokyo, presso l’Istituto Italiano di Cultura l’11 aprile 2003; a Milano, presso la Fondazione dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori il 16 aprile 2003. Fra le recensioni ricevute: C. Visentin in “Area”, n. 68, maggio/giugno 2003; “Casabella” n. 714, settembre 2003; A. De Angelis, Dal Futurismo al futuro possibile, in “Modo” n. 229, settembre 2003, pp. 78-80; S. Pace, Un’identita’ difficile, in “Il giornale dell’Architettura”, n. 11, ottobre 2003, p. 32; F. Rinaldi, in “Op.Cit.”, n. 120, maggio 2004; “Progettare architettura, città, territorio”, n. 18, dicembre 2004. Del volume e’ stata pubblicata una sintesi a cura dell’Istituto Italiano di Cultura in inglese e in turco, Istanbul 2005.
Maurizio Unali,
Pixel di architettura
ed. Kappa, Roma 2001
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Livio Sacchi,Daniel Libeskind, Museo ebraico Berlino
Testo & Immagine, Torino 1998
L’opera di Libeskind è, prima di tutto, un teorema progettuale che dimostra il legame fra ebraismo, modernità e e la città di Berlino: un segno tangibile per insegnare a non dimenticare «un passato che non dev’essere dimenticato». Ed è anche, veramente e letteralmente, “un viaggio nella sostanza di una città e della sua architettura [...] riallineamento di punti arbitrari, linee sconnesse e nomi fuori posto lungo l’asse della Speranza Universale”, la cui realtà, come sostanza di cose sperate, diviene prova di gioie invisibili – Berlino dai cieli aperti”.
Livio Sacchi,L.A. California, Un profilo architettonico di Los Angeles
Editoriale Modo, Milano 1998
Los Angeles è metafora della condizione contemporanea, profetico modello per il nostro futuro. Ma è anche un posto qualsiasi: è dappertutto. La dimostrazione di questo assunto è l’obiettivo principale di questo libro.
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M. Unali,
Il disegno per il progetto dell’architettura
ed. Kappa, Roma 1996
Livio Sacchi,L’idea di rappresentazione
Kappa, Roma 1994
Il libro costituisce una riflessione storico-critica con finalità essenzialmente didattiche sui molti temi oggi al centro del dibattito sulla rappresentazione: dai suoi fondamenti scientifici alle tecniche esecutive, dalla definizione del disegno d’architettura alla storia del concetto di disegno, dal ruolo del rilevamento architettonico alla disamina dei concetti di misura e proporzione, dalla prospettiva all’assonometria, dal disegno di progetto alla storia del disegno architettonico contemporaneo fino al Computer Aided Design.
Livio Sacchi,La rappresentazione della modernità
in Richard Meier, Electa, Milano 1993
Il lavoro dell’architetto americano Richard Meier è approfonditamente analizzato attraverso il filtro critico della metafora rappresentativa: la sua opera “non costituisce, come pure è stato detto da molti, la conferma evidente della sopravvivenza, almeno in architettura, del progetto moderno: ci appare invece come la più grande rappresentazione dell’idea stessa di modernità che sia dato vedere sulla scena della fine di questo secolo.”
Livio Sacchi,Il disegno dell’architettura americana
Latera, Roma-Bari 1989
Un’ampia e documentata rassegna della produzione più recente dei protagonisti vecchi e nuovi dell’architettura contemporanea americana: Philip Johnson, Robert Venturi, Charles Mooore, Peter Eisenman, Frank Ghery e tanti altri.
Dalla poetica della grande dimensione al consumo estremo della modernità, dal dilagare del classicismo post moderno alle ricerche accademiche più avanzate, fino alle ultime, spericolate sperimentazioni decostruttiviste.


