IMMAGINARE, COMUNICARE, INTERAGIRE
Architettura, Beni culturali e Virtualità
Facoltà di Architettura 2 - Politecnico di Torino

Corso d’eccellenza per dottorandi con mostra e conferenza pubblica
Torino, Castello del Valentino, 30 Settembre – 01-02 Ottobre 2009
a cura di Anna Marotta (Facoltà II di Architettura del Politecnico di Torino)

WORKSHOP
a cura di Livio Sacchi e Maurizio Unali (Università degli Studi “G. d’Annunzio, Chieti-Pescara)
con gli interventi di docenti ed esperti di università nazionali ed internazionali ed enti di ricerca

tabaimo

Scarica la locandina www.mimos.it/ImmaginareComunicareInteragire/ICI_locandine.zip
Registrazioni: anna.marotta@polito.it

Info e dettagli logomimos

Abstract. La rappresentazione della forma e del suo significato, nelle tante espressioni del linguaggio artistico e tecnico che accompagnano la professione dell’architetto, evolve parallelamente allo sviluppo delle tecnologie ausiliarie a tali scopi. Gli strumenti della virtualità sono stati attori del recente ventennio ed hanno alimentato la possibilità di rappresentare la successiva realizzazione fisica del manufatto, creare esperienze che pongono in essere un dialogo tra reale e virtuale fino a generare spazi, forme, mondi esclusivamente esperibili nel ciberspazio. “Immaginare, comunicare, interagire” costituisce il secondo appuntamento del ciclo di incontri per dottorandi promosso dal gruppo di ricerca “RDI-Rappresentazione Digitale Interattiva” curato dalla Prof.sa Anna Marotta e vuole esplorare i paradigmi della genesi dello spazio virtuale, orientati alla produzione del progetto a scala architettonica rivolto alle diverse discipline applicative. L’esplorazione dello spazio cibernetico, funzionale ad un’esposizione culturale, ad una simulazione urbanistica o ad un allestimento museale deve essere figlio di un processo progettuale che comprende figurazione, capacità critica e capacità realizzativa. Tali elementi costituiranno il palinsesto dei tre giorni di workshop che richiederanno ai dottorandi la presentazione di un metaprogetto di spazio virtuale. Attraverso la presenza fisica dei curatori e quella virtuale dei contributi nazionali e internazionali in videoconferenza, saranno presentate esperienze di progetto e comunicazione realizzate per i beni culturali reali e virtuali, il progetto architettonico, urbanistico e di interazione artistica. La partecipazione è fortemente consigliata ai dottorandi con percorsi di ricerca che hanno attinenze alla rappresentazione dello spazio e al progetto.
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
AnteFacto
a cura di Giovanni Caffio (materiali preparatori al workshop)
.
^^^^^^Workshop “Beni culturali e Virtualità”
a cura di Livio Sacchi

mercoledì 30 settembre, ore 10:30 > Livio Sacchi Libertà virtuali e difficoltà reali
Negli ultimi anni la cultura architettonica e il mestiere dell’architetto sono stati dominati dalla presenza del disegno digitale. Le nuove forme della rappresentazione hanno rivoluzionato il nostro lavoro e aperto orizzonti vasti e inesplorati. Come docenti del disegno siamo stati fortemente sollecitati ad adeguare la didattica e a riformulare, talvolta un po’ a fatica, una impalcatura teorica consolidatasi nel tempo. Nessun dubbio sugli enormi vantaggi offerti dal digitale alla professione, alla ricerca, all’insegnamento, alla sperimentazione formale e strutturale e, non da ultimo, alla rappresentazione e al monitoraggio del territorio, della città e dell’architettura. Oggi tuttavia, a distanza di qualche decennio dalla sua nascita, va anche riconosciuto che la tecno-cultura digitale, purtroppo, non ha mantenuto tutte le sue promesse o, almeno, non si è verificato tutto ciò che veniva dato per scontato da molti dei suoi sostenitori.

Materiali: L. Sacchi, Libertà virtuali e difficoltà reali (tratto da Abitare virtuale significa rappresentare, a cura di M. Unali, ed. Kappa, Roma 2008)


Intervengono in videoconferenza:

11:30 > Marco Gaiani [Alma Mater Studiorum Università di Bologna] > Virtual Cultural Heritage

domanda“Qual è lo stato dell’arte dei sistemi informativi digitali per i beni culturali?”

Materiali: Sistemi informativi (testo di M. Gaiani estratto da New Lineamenta, a cura di M. Unali, ed. Kappa, Roma 2009, pp.37-38)


12:00 > Sofia Pescarin [CNR/ITABC] > La virtualizzazione del patrimonio culturale
per approfondire:
http://www.vhlab.itabc.cnr.it/scuola/pescarin.html

http://www.vhlab.itabc.cnr.it/

http://www.vhlab.itabc.cnr.it/Projects.htm

www.vhlab.itabc.cnr.it/flaminia

http://www.vhlab.itabc.cnr.it/Img/Projects/Scrovegni/Apertura.htm

http://www.virtualmuseumiraq.cnr.it


12:30 > Livio De Luca [MAP-Gamsau Laboratory Marsiglia] > Architectural Image-Based-Modeling
Sin dalle sue origini, la fotografia è sempre stata considerata una soluzione per la “registrazione” del reale. Per le discipline che si interessano alla documentazione, alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio costruito, essa rappresenta un supporto ideale per la lettura delle superfici, l’analisi della forma e delle proporzioni e per la misura degli elementi che compongono l’organismo architettonico. Le tecniche di restituzione fotogrammetrica fondate sulla corrispondenza geometrica tra una proiezione prospettica ed una parallela, hanno permesso, nel corso del secolo scorso, la definizione di una relazione molto stretta tra lo spazio della fotografia e quello della rappresentazione. Oggi, grazie ai progressi delle tecnologie informatiche nei campi della fotogrammetria, della modellazione geometrica e delle visione computazionale, questa relazione acquisisce un’altra dimensione: se lo spazio della rappresentazione è definitivamente tridimensionale, la fotografia diventa allora una delle possibili “viste” di questo spazio. Questa formulazione ibrida (euclidea e proiettiva) dello spazio della rappresentazione, annuncia l’emergenza di nuovi approcci per l’osservazione, la comprensione e la restituzione grafica di forme architettoniche.

Materiali: Pagina web personale | Architectural Image-Based-Modeling | Programma nazionale di digitalizzazione del patrimonio costruito francese | Programma di ricerca NUBES


> Livio Sacchi Beni culturali: rilievo, tutela e sviluppo. Residenze imperiali in Etiopia
L’Etiopia, Paese africano fra i più poveri del mondo, ospita un considerevole patrimonio architettonico voluto dai suoi imperatori sul finire del XIX secolo. Edifici di gusto eclettico, oggi in rovina, poco conosciuti e difficilmente visitabili. Un piano di recupero ne prevede il rilievo, il restauro e un’attiva tutela, ma anche un vero e proprio progetto di comunicazione in vista di una loro maggiore visibilità internazionale.

Edificio di Makele: stato di fatto

Makele progetto


^^^^^^Workshop “Architettura, Città e Virtualità”
a cura di Maurizio Unali

con la partecipazione di Antonino Saggio ["Sapienza" Università di Roma] http://www.arc1.uniroma1.it/saggio/

mercoledì 30 settembre, ore 15:00 > Maurizio Unali Abitare virtuale significa rappresentare
Una delle parole chiave per fruire, rilevare e progettare lo spazio digitale è ABITARE. Il ciberspazio, sia nella sua dimensione letteraria, sia in quanto spazio virtuale, è un luogo abitato: da comunità di utenti che si scambiano emozioni in rete, a singole navigazioni di avatar, lo spazio virtuale occupa la nostra esistenza parallelamente a quello reale. Ma abitare lo spazio virtuale significa agire attraverso simulazioni, significa RAPPRESENTARE. Dalla città virtuale alla visualizzazione interattiva del progetto e della realtà, dal morphing elaborativo al web design, dalla video-creatività infografica fino all’allestimento dei virtual-set per il cinema e la TV, si riafferma la centralità della rappresentazione; dei codici semantici del disegno, dei valori iconici e simbolici delle immagini, della scienza della rappresentazione con i suoi metodi e le sue tecniche. Nel disegno (qui inteso come “New Lineamenta”) si invera il progetto d’interfaccia conoscitivo e creativo dell’uomo con il mondo; nel disegno è contenuto il luogo dell’incontro tra architettura e tecno-cultura digitale: laboratorio in cui sperimentare teorie e pratiche applicative per abitare lo spazio virtuale all’insegna di una creatio mundi.

Materiali:
M. Unali, Introduzione (tratto da Abitare virtuale significa rappresentare, a cura di M. Unali, ed. Kappa, Roma 2008)
Atlante della città virtuale a cura di M. Unali e G. Caffio (tratto da Abitare virtuale significa rappresentare, a cura di M. Unali, ed. Kappa, Roma 2008)
Virtual City (esiti del corso di Scienza della Rappresentazione 3, a.a. 2008-09, docente M. Unali, tutor G. Caffio)

tabaimo

Video: interview to Tabaimo / 12. feb. 2009 ——————————->

M. Unali, Introduzione a New Lineamenta (tratto da New Lineamenta, a cura di M. Unali, ed. Kappa, Roma 2009)


M. Unali, Qual è il modello di rappresentazione compreso nella rivoluzione informatica in architettura?
(tratto da New Lineamenta, a cura di M. Unali, ed. Kappa, Roma 2009)

INTERFACCE08 from rappresentazione it on Vimeo.

unalifig01

Home page della mappa virtuale tematica, implementabile in rete, sugli spazi teorico-operativi della rappresentazione digitale in architettura. A sinistra, sull’asse delle ordinate, dal basso verso l’alto, sono classificati i tre ambiti della rd: lo spazio rappresentativo-strumentale; lo spazio conformativo-creativo; lo spazio mediatico-informativo. Sull’asse delle ascisse è possibile scorrere la succesione cronologica delle opere archiviate e, attraverso il puntatore, scegliere e approfondire i contenuti attraverso successive finestre di dialogo. L’obiettivo di mappare il fecondo percorso della rd, attraverso le opere più significative che ne disegnano il percorso evolutivo, è un primo medium per tratteggiarne una storia. Attraverso una vera e propria “cartografia temporale” è così possibile individuare il fil rouge che si snoda tra alcuni settori editoriali, pubblicistici, espositivi, siti web e supporti multimediali, produzioni video e performance. Web design: M. Unali con G. Caffio.

Alcune interazioni tematiche compiute nello spazio rappresentativo-strumentale della mappa.

Alcune interazioni tematiche compiute nello spazio rappresentativo-strumentale della mappa.

Alcune interazioni tematiche compiute nello spazio spazio conformativo-creativo della mappa.

Alcune interazioni tematiche compiute nello spazio spazio conformativo-creativo della mappa.

Alcune interazioni tematiche compiute nello spazio spazio mediatico-informativo della mappa.

Alcune interazioni tematiche compiute nello spazio spazio mediatico-informativo della mappa.

spazio-digit-arch-ita MOSTRA
Lo spazio digitale dell’architettura italiana.
Roma, Casa dell’Architettura, 18 Maggio – 11 Giugno 2006
CATALOGO

Eventi in corso: Welcome to the London Design Festival 2009


16:00 > Davide Borra > [Politecnico di Torino] 3DMetaversity: spazi responsivi collaborativi on-line
3DMetaversity è l’applicazione di un progetto di ricerca che punta ad offrire gratuitamente a studenti e ricercatori europei una piattaforma 3D on-line, grazie alla quale si possano realizzare esperienze interattive di lavoro collaborativo e progettare spazi responsivi, con estensioni verso la natural interaction, l’augmented e virtual reality, il 3D mobile, la virtual presence. www.noreal.it


Intervengono in videoconferenza:

17:00 > Paolo Atzori > [NABA, Milano] L’interazione con lo spazio digitale
http://www.khm.de/~Paolo/

17:30 > Luigi Prestinenza Puglisi > [Critico di architettura] This Is Tomorrow?
domandacome la tecnocultura digitale ha cambiato l’idea di spazio in architettura, in urbanistica, nella città …
www.prestinenza.it | www.presstletter.com |www.compasses.ae

18:00 > Elena Manferdini > [Design Faculty SCI-Arc (Southern California Institute of Architecture), Los Angeles] > Fabrication: Toward Substantial Architectural Surfaces
www.ateliermanferdini.com
Materiali: Slideshow

Brainstorming sui temi di progetto: a conclusione della giornata si terrà il brainstorming per introdurre temi e idee sul metaprogetto di spazi digitali, che caratterizza la giornata successiva. Suddivisione in gruppi di lavoro tematico.
In sintesi e saltando molti passaggi: rappresentare-progettare la spazializzazione dell’informazione.


^^^^^^Workshop “Il progetto dello spazio virtuale”
a cura di Maurizio Unali

giovedì 1 ottobre, ore 9:30 > Maurizio Unali
I dottorandi saranno chiamati a realizzare un metaprogetto di spazio virtuale “abitabile”, dedicato a funzioni private e/o pubbliche, che sfrutti le potenzialità tecno-culturali (strumentali e comunicative) del media digitale interattivo e viva all’interno della virtualità. È richiesta la realizzazione di uno slide-show che illustri le caratteristiche principali del progetto e sarà presentato durante la conferenza di chiusura.


Intervengono :
10:00 > Livio Sacchi > La rappresentazione della città contemporanea: virtuale e reale


10:30 > Antonino Saggio ["Sapienza" Università di Roma] > La rivoluzione informatica: nuove sfide
Saranno analizzati alcuni dei temi e dei caratteri prevalenti della ricerca digitale più innovativa di questi ultimi anni, con particolare riferimento alle nuove vie di ricerca nell’ibridazione tra architettura e sistemi viventi.
Materiali:
A. Saggio, Perché la rappresentazione nel mondo del gioco è importante per l’architettura (tratto da Abitare virtuale significa rappresentare, a cura di M. Unali, ed. Kappa, Roma 2008, pp. 200-2005)
http://www.arc1.uniroma1.it/saggio/


Intervengono in videoconferenza:
11:30 > Riccardo Migliari ["Sapienza" Università di Roma] > Metodi e tecniche di rappresentazione dello spazio virtuale

domanda Come possiamo interpretare-classificare i nuovi metodi e le nuove tecniche di disegno introdotti dalla rivoluzione informatica? Qual è il ruolo svolto – come metodo e/o come tecnica di rappresentazione – dalla rappresentazione digitale nel processo di rinnovamento degli studi e dell’insegnamento della geometria descrittiva?
.
R. Migliari, intervento tratto da New Lineamenta, a cura di M. Unali, ed. Kappa, Roma 2009
Materiali:
sito web: www.migliari.it
bibliografia tematica: Riccardo Migliari, Geometria descrittiva, Volume I – Metodi e costruzioni; Volume II – Tecniche e applicazioni.
modello dinamico interattivo della Maison Citrohan dalla ricerca VIA (Virtuall Interactive Architecture) esplorabile in rete, abilitando i controlli ActiveX modello stand – alone (scaricabile per essere esplorato in locale).



12:00 > Marco Brizzi [Image, Firenze] > Lo spazio virtuale del progetto
www.architettura.it www.beyondmedia.it www.sesv.it


12:30 > Paola Giaconia [California State University] > Collegamenti


Relazioni tematiche di:

Giovanni Caffio > Utopia 2.0: spazi e città per comunità virtuali
Il tema della “città utopica”, sempre presente nel pensiero storico-critico legato all’architettura, può essere oggi contestualizzato nello spazio informatico della Rete attraverso lo studio delle peculiarità sociali, estetiche e spaziali di alcune specifiche forme di Città Virtuali. Le città virtuali rappresentano nuovi sistemi spaziali e sociali e consistono, nello specifico, nei mondi virtuali multiutenti. A differenza di altri ambienti collettivi online, ciò che caratterizza questi mondi virtuali è la finalità ludica connessa a una configurazione 3D. In quest’ottica, per cercare di sistematizzare un insieme eterogeneo di esperienze, possiamo adottare una suddivisione che distingua queste nuove “utopie telematiche” a seconda dei fini per i quali sono utilizzate: comunicare, giocare e sperimentare. All’interno della vasta offerta di spazi ludici web, è utile poi concentrare l’attenzione sia su quegli esempi nei quali il carattere utopico e urbano sia più evidente, sia su alcuni esperimenti di Net Art in cui gli spazi simulati sperimentano, ma soprattutto mettono in discussione, condizioni comunicative, spaziali ed estetiche appartenenti all’universo delle reti.

Materiali: G. Caffio, La città utopica in rete. Spazi virtuali per comunità virtuali (tratto da AA.VV., Dalle città ideali alla città virtuale. Viaggio nel mondo fantastico del Disegno dell’utopia, a cura di C. Mezzetti, ed. Kappa, Roma 2005)


Alessandro Luigini > Almanacco tipologico delle spazialità digitali
Attraverso la verifica in real-time del metaprogetto di spazio virtuale che i dottorandi stanno elaborando, l’intervento mostra alcuni esempi di visualizzazione 3D e illustra alcuni metodi e tecniche di spazializzazione digitale.

Materiali: A. Luigini, Rappresentare il ciberspazio. Geografie della Rete (tratto da La città VirtualeAA.VV., Dalle città ideali alla città virtuale. Viaggio nel mondo fantastico del Disegno dell’utopia, a cura di C. Mezzetti, ed. Kappa, Roma 2005)


Giovanni Caffio > Architetti nel web
La nascita e proliferazione dei siti web di architetti produce cambiamenti e innovazioni la cui portata e incisività è ancora difficile da individuare. Tuttavia, di fronte a una situazione ancora in divenire ma potenzialmente ricca di sviluppi, si delineano una serie di interrogativi che interessano sia la pratica professionale dell’architetto sia il mondo dell’architettura e della sua pubblicistica. Come cambiano, ad esempio, le strategie comunicative, professionali ed espressive degli architetti grazie agli strumenti della rete? Quali sono i vantaggi, ma anche i rischi dell’uso dei siti web rispetto agli altri media tradizionali? Cercheremo di dare una risposta a questi e altri interrogativi, prestando particolare attenzione all’interfaccia dei siti web di quegli architetti che esplorano in modo innovativo tanto i campi della rappresentazione architettonica, quanto quelli del progetto d’interfaccia.

Materiali: G. Caffio, Architetti nel web (tratto da Abitare virtuale significa rappresentare, a cura di M. Unali, ed. Kappa, Roma 2008)


Massimiliano Mazzetta Web architecture: architettura democratica?
L’evoluzione delle piattaforme per la comunicazione, da Google Maps a Google Earth, si traduce in una nuova e democratica modalità di percezione dello spazio, i cui risultati sono: da un lato, la più nobile intenzione di trasformare il computer in un vero strumento capace di tele-trasportare chiunque in ogni angolo del nostro pianeta; dall’altro, permettere all’architetto di confrontarsi con una nuova dimensione, virtualmente vissuta come trasposizione del reale. Analizziamo, dunque, come si è trasformato il rapporto tra computer e architettura, a tal punto da modificare l’azione del progettista che non è più spinta alla formalizzazione ma alla visualizzazione: ciò che sta cambiando non è come l’elemento architettonico appare, ma come lo si guarda.


Venerdì 02 Ottobre.
Workshop: Il progetto dello spazio virtuale (conclusioni)
9:30-13:30 Continuano i lavori del workshop
Conferenza pubblica.
15:00 – 17:00 Salone d’onore del Castello del Valentino
Introduce Anna Marotta, responsabile del corso per dottorandi
Interviene Maurizio Unali “Il progetto dello spazio virtuale”
Intervento a cura dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Torino
Presentazione degli elaborati dei dottorandi.


POST SCRIPT

MORPHING

Componenti del gruppo: Domenico Tosto, Luigi V. Losciale

MAPPATO_Il museo virtuale: Torino, la città industriale storica

Componenti del gruppo: Elena Marchis, Elena Scarabello, Francesca Camporeale, Francesca La Malva, Giulia Bertone, Luigi Chitone, Stefano Sburlati, Yu Zhang
Elaborazioni grafiche e testo: Elena Scarabello, Francesca La Malva

mappato

Il progetto di un museo virtuale, elaborato da un gruppo di dottorandi durante il corso-workshop “Immaginare, comunicare, interagire. Architettura, beni culturali e virtualità” (a cura di Anna Marotta e Maurizio Unali), si incentra sull’esplorazione di Torino industriale attraverso lo studio e la proposta d’uso di tecnologie atte alla realizzazione dello stesso. L’obiettivo è creare un luogo dell’azione in cui si intersecano i contenuti propri della collezione museale della città storica industriale, del database archivistico-scientifico e quelli della produzione di contenuto e di senso da parte del pubblico. Il visitatore è concepito come un essere in movimento che percepisce la realtà e si relaziona fisicamente con lo spazio e, virtualmente, attraverso la pluralità dei suoi sensi, con lo spazio dell’informazione. Il museo reale nasce all’interno della Società Nazionale delle Officine di Savigliano di corso Mortara e, attraverso spazi narrativi e interattivi in situ, integrati con un database di raccolta e consultazione, propone l’interazione con il museo virtuale via web.

La Sala dei Totem, luogo della creazione delle proprie mappe mentali della città, rappresenta il primo evento narrativo del museo in cui il visitatore, mediante uno schermo in cui comparirà una mappa basica della città di Torino, potrà scegliere la tipologia di mappa che preferisce: storica oppure attuale, al fine di creare la propria mappa mentale. Tramite un’interfaccia, organizzata a layers, gli utenti potranno tracciare, modificare ed implementare la loro personale mappa urbana per mezzo di alcune icone di richiamo di luoghi fisici della città, così da poter visualizzare tutte le informazioni disponibili secondo la classificazione proposta dal museo e da aggiungerne in base all’esperienza e conoscenza individuale. Le esigenze tecnologiche per l’allestimento di questa sala, uniscono due aspetti: quello della consultazione digitale interattiva e quello della consultazione di documenti, al fine di redigere la propria mappa mentale; a tal proposito la tecnologica che risulta maggiormente adeguata è l’impiego di un Sensitive Wall, realizzato con l’applicazione della tecnologia PointAt .

La Sala Mapper invita il visitatore ad attivare, attraverso sensori di localizzazione, un percorso personale all’interno della città e della sua rappresentazione. La sala presenta una mappa della città attuale a pavimento in scala 1:1000 su cui, attraverso un sistema di georeferenziazione, vengono sovrapposte le mappe elaborate dal visitatore della sala dei totem. La filosofia alla base dell’allestimento della Sala Mapper è l’idea che i contenuti del museo non sarebbero completi senza le riflessioni dei visitatori, mediati dalla mappa mentale, che possono efficacemente integrarsi con il sistema informativo e documentaristico più tradizionale; contemplando l’aspetto legato al recupero della memoria dei singoli e della collettività. L’intento è quello di far utilizzare istantaneamente la propria mappa mentale con la configurazione reale della mappa rappresentante il territorio avendo la possibilità di definire il periodo storico con cui ci si vuole confrontare.

L’interazione tra le mappe e il visitatore è permessa da un mobile che favorisce inoltre la fruizione di informazioni dettagliate sulla città e sugli insediamenti industriali, con testi, foto, video, documenti storici provenienti da archivi cittadini, presenti sulla grande mappa a pavimento. La funzione di questo strumento all’interno del museo consente da un lato di poter “portarsi” come “un’ombra” la mappa fatta nella Sala dei Totem, per la sovrapposizione nella Sala Mapper e dall’altro di interagire direttamente con la stessa.

La concezione di un museo in continuo aggiornamento invita il visitatore a considerare il museo come proprio e quindi ad integrarlo con le proprie informazioni, documenti, immagini attraverso l’interazione con il museo virtuale. Sul web, le persone possono interagire suggerendo dati dalla propria esperienza personale, che si vanno ad integrare con quelli presenti nel sistema, rendendosi disponibili all’altrui consultazione, in un sistema aperto, in cui le esperienze dei visitatori del museo reale possono essere parte della documentazione virtuale.

GOOGLE EARTH COME STRUMENTO DI RILIEVO DELLA CITTÀ

Gruppo: arch. Colonna Giuseppe, ing.  Giordano Maria, arch. Lepore Daniela, arch.  Francesca, arch. Scaglione Michela

Google earth è un software gratuito della società Google che consente ai suoi utenti una visione nuova e innovativa di conoscere la Terra; partendo da un’immagine virtuale dell’ intero globo terrestre, si può scendere di scala fino a visualizzare una specifica area geografica con un dettaglio di risoluzione molto elevato.
Il programma permette, inoltre, di visualizzare informazioni di varia natura (tra le quali anche modelli 3d di edifici) referenziate sul territorio tramite una piattaforma di tipo GIS.
La possibilità di implementazione continua di dati, immagini e modelli da parte degli utenti, altra caratteristica saliente del programma, lo rende un potente strumento per la conoscenza approfondita e capillare del territorio.
Questo software, per la sua immediatezza d’utilizzo, gode di una incredibile diffusione  una fascia di utenza molto ampia e differenziata.

Il nostro lavoro si è concentrato sull’analisi del sistema di comunicazione del software con l’obiettivo di sfruttarne al meglio le capacità ed incrementarne alcuni aspetti che ci sono parsi lacunosi o latenti.
L’ aspetto di Google earth in  cui ci è parso poco efficace rispetto alle potenzialità che lo stesso offre è il modo in cui le informazioni vengono gestite e visualizzate; ci è sembrato inadeguato per un software, dotato di un database così corposo, l’utilizzo del menù a tendina come mezzo di comunicazione con gli utenti, un sistema banale che toglie molto spazio dallo schermo per le visualizzazione delle immagini di google.
Partendo da questa riflessione, si è pensato di rivoluzionare la sua interfaccia grafica con nuova soluzione essenziale ma efficace che permetta all’utente di dialogare immediatamente con essa.
Il menù a tendina, in pratica, viene sostituito da un totem dinamico che offre un’informazione non più invadenti ma in dissolvenza sull’immagine selezionata.

Visualizzando la città di Torino, per esempio, automaticamente appare a video il totem, con i suoi svariati contenuti; nel nostro caso gli argomenti scelti sono puramente indicativi ma possono variare a seconda del soggetto e delle esigenze.
Selezionando un settore è possibile approfondire il tema scelto, ad esempio cliccando su musei verranno visualizzati tutti i musei presenti a Torino, non solo nel totem, ma contemporaneamente saranno localizzati nell’immagine, dando così subito un’informazione molto più immediata e comprensibile.
La ricerca potrà ancora continuare una volta selezionato un preciso museo; nel totem verranno, infatti, visualizzati i link per collegarsi ai siti con contenuti inerenti il soggetto scelto.
Si è cercato, inoltre, di apportare un ulteriore contributo integrando questo tipo di informazioni con indicazioni sui possibili percorsi per raggiungere i soggetti della ricerca; un sistema per offrire all’utente che non conosce la città di Torino una passeggiata virtuale nella città.