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	<description>a cura di Livio Sacchi e Maurizio Unali</description>
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		<title>Antonino Saggio. Architettura e modernità</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 15:36:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottorato</dc:creator>
				<category><![CDATA[feature]]></category>

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		<description><![CDATA[Antonino Saggio
Architettura e modernità. Dal Bauhaus alla rivoluzione informatica
Incontro a cura di Livio Sacchi, Maurizio Unali
Facoltà di Architettura di Pescara
Martedì 27 Aprile 2010
dalle ore 10.30 alle 12.30
Aula rossa




Il passaggio dalla società industriale alla società dell&#8217;informazione ha portato con se profonde trasformazioni, anche per quanto riguarda l&#8217;architettura e il modo di lavorare degli architetti. La presenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Antonino Saggio<br />
<em>Architettura e modernità. Dal Bauhaus alla rivoluzione informatica</em></p>
<p><em>Incontro a cura di</em> Livio Sacchi, Maurizio Unali</p>
<p>Facoltà di Architettura di Pescara<br />
Martedì 27 Aprile 2010<br />
dalle ore 10.30 alle 12.30<br />
Aula rossa</p>
<table style="width: 550px; height: 40px;" border="0">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://saggioarchitettura.blogspot.com/"><img class="alignleft size-medium wp-image-3397" title="Architettura e modernità" src="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2010/04/architettura_modernita1-189x300.jpg" alt="" width="158" height="250" /></a></td>
<td>Il passaggio dalla società industriale alla società dell&#8217;informazione ha portato con se profonde trasformazioni, anche per quanto riguarda l&#8217;architettura e il modo di lavorare degli architetti. La presenza sempre più massiccia dell&#8217;informatica e l&#8217;affermazione di nuovi modi di produzione rendono necessari un profondo ripensamento e nuovi tipi di approccio che diano conto di questi cambiamenti attraverso l&#8217;esplorazione di un&#8217;idea di architettura basata sulla soggettività, la comunicazione, la complessità. Sottolineando i momenti di crisi e i catalizzatori di questo processo e mettendo a fuoco gli sforzi della ricerca architettonica e dei suoi protagonisti per affrontare i continui mutamenti dell&#8217;ultimo secolo, il libro illustra le tappe fondamentali del lungo percorso dal Bauhaus alla rivoluzione informatica</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p> </p>
<table style="width: 600px; height: 50px;" border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img class="alignleft size-full wp-image-3410" title="prof. Antonino Saggio" src="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2010/04/antonino-saggio.jpg" alt="" width="50" height="50" /></td>
<td><strong>Antonino Saggio</strong>, architetto, è professore di Progettazione architettonica e urbana nella Facoltà di Architettura &#8220;Ludovico Quaroni&#8221; della Sapienza di Roma e insegna al Dottorato in Architettura &#8211; Teorie e progetto</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span style="font-size: small;"><a href="http://www.arc1.uniroma1.it/saggio/">http://www.arc1.uniroma1.it/saggio/</a></span></p>
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		<title>men at work</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 14:24:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Unali</dc:creator>
				<category><![CDATA[feature]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
  
men at work &#8230;
invitiamo i nostri lettori a riflettere su alcune considerazioni tratte dal rapporto annuale CENSIS 2009:
«In bilico tra digital divide e press divide. Gli italiani che nel 2009 hanno superato la soglia del digital divide sono il 48,7% del totale, comprendendo anche quanti hanno un rapporto occasionale con la rete: molto meglio del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p> <img class="alignnone size-full wp-image-1943" title="psiche1" src="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/12/psiche1.jpg" alt="psiche1" width="426" height="79" /> </p>
<p>men at work &#8230;</p>
<p>invitiamo i nostri lettori a riflettere su alcune considerazioni tratte dal rapporto annuale CENSIS 2009:<br />
«In bilico tra digital divide e press divide. Gli italiani che nel 2009 hanno superato la soglia del digital divide sono il 48,7% del totale, comprendendo anche quanti hanno un rapporto occasionale con la rete: molto meglio del 29% del 2006, ma sempre meno della metà della popolazione complessiva. Il secondo campanello d&#8217;allarme riguarda il ruolo sempre più marginale dei media a stampa, fenomeno che si può indicare come press divide. Le persone estranee all&#8217;uso dei mezzi a stampa sono aumentate dal 33,9% del 2006 al 39,3% nel 2009 (+5,4%). Quindi, più della metà della popolazione italiana si colloca al di sotto della soglia del digital divide, più di un terzo al di sotto della soglia del press divide, più di un quarto non conosce alternative alla televisione».<br />
Cfr. http://<a href="http://www.censis.it/" target="_blank">http://www.censis.it/</a>/</p>
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		<title>Workshop a cura di Livio Sacchi e Maurizio Unali</title>
		<link>http://www.rappresentazione.it/?p=1623</link>
		<comments>http://www.rappresentazione.it/?p=1623#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 18:07:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Caffio</dc:creator>
				<category><![CDATA[feature]]></category>

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		<description><![CDATA[IMMAGINARE, COMUNICARE, INTERAGIRE
Architettura, Beni culturali e Virtualità
Facoltà di Architettura 2 - Politecnico di Torino
Corso d&#8217;eccellenza per dottorandi con mostra e conferenza pubblica
Torino, Castello del Valentino, 30 Settembre – 01-02 Ottobre 2009
a cura di Anna Marotta (Facoltà II di Architettura del Politecnico di Torino)

WORKSHOP
a cura di Livio Sacchi e Maurizio Unali (Università degli Studi &#8220;G. d&#8217;Annunzio, Chieti-Pescara)
con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #993300;"><strong><span style="color: #800000;">IMMAGINARE, COMUNICARE, INTERAGIRE<br />
</span><em><span style="color: #800000;">Architettura, Beni culturali e Virtualità<br />
</span></em></strong><span style="color: #000000;">Facoltà di Architettura 2 - Politecnico di Torino</span></span></p>
<p><em><strong><span style="color: #993300;">Corso d&#8217;eccellenza per dottorandi con mostra e conferenza pubblica</span><br />
</strong></em>Torino, Castello del Valentino, 30 Settembre – 01-02 Ottobre 2009<br />
<em>a cura di</em> <strong>Anna Marotta</strong> (Facoltà II di Architettura del Politecnico di Torino)<br />
<strong><br />
<span style="color: #993300;">WORKSHOP<br />
</span></strong><em>a cura di</em> <a href="http://www.liviosacchi.it/" target="_blank"><strong>Livio Sacchi</strong> </a>e <a href="http://www.lineamenta.it/unali/" target="_blank"><strong>Maurizio Unali</strong> </a>(Università degli Studi &#8220;G. d&#8217;Annunzio, Chieti-Pescara)<br />
con gli interventi di docenti ed esperti di università nazionali ed internazionali ed enti di ricerca</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2014" title="tabaimo" src="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/08/tabaimo-300x1562.jpg" alt="tabaimo" width="300" height="156" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">Scarica la locandina <a href="http://www.mimos.it/ImmaginareComunicareInteragire/ICI_locandine.zip">www.mimos.it/ImmaginareComunicareInteragire/ICI_locandine.zip</a><br />
Registrazioni: <a href="mailto:anna.marotta@polito.it">anna.marotta@polito.it</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.mimos.it/immaginarecomunicareinteragire" target="_blank">Info e dettagli</a> <img class="size-full wp-image-1668 aligncenter" title="logomimos" src="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/08/logomimos.jpg" alt="logomimos" width="55" height="25" /></p>
<div><span style="color: #993300;"><span style="color: #3366ff;"><span style="color: #000000;"><em><span style="color: #800000;">Abstract.</span> La rappresentazione della forma e del suo significato, nelle tante espressioni del linguaggio artistico e tecnico che accompagnano la professione dell&#8217;architetto, evolve parallelamente allo sviluppo delle tecnologie ausiliarie a tali scopi. Gli strumenti della virtualità sono stati attori del recente ventennio ed hanno alimentato la possibilità di rappresentare la successiva realizzazione fisica del manufatto, creare esperienze che pongono in essere un dialogo tra reale e virtuale fino a generare spazi, forme, mondi esclusivamente esperibili nel ciberspazio. &#8220;Immaginare, comunicare, interagire&#8221; costituisce il secondo appuntamento del ciclo di incontri per dottorandi promosso dal gruppo di ricerca &#8220;RDI-Rappresentazione Digitale Interattiva&#8221; curato dalla Prof.sa Anna Marotta e vuole esplorare i paradigmi della genesi dello spazio virtuale, orientati alla produzione del progetto a scala architettonica rivolto alle diverse discipline applicative. L&#8217;esplorazione dello spazio cibernetico, funzionale ad un&#8217;esposizione culturale, ad una simulazione urbanistica o ad un allestimento museale deve essere figlio di un processo progettuale che comprende figurazione, capacità critica e capacità realizzativa. Tali elementi costituiranno il palinsesto dei tre giorni di workshop che richiederanno ai dottorandi la presentazione di un metaprogetto di spazio virtuale. Attraverso la presenza fisica dei curatori e quella virtuale dei contributi nazionali e internazionali in videoconferenza, saranno presentate esperienze di progetto e comunicazione realizzate per i beni culturali reali e virtuali, il progetto architettonico, urbanistico e di interazione artistica. La partecipazione è fortemente consigliata ai dottorandi con percorsi di ricerca che hanno attinenze alla rappresentazione dello spazio e al progetto.</em></span></span></span></div>
<div><span style="color: #993300;"><strong><span style="color: #3366ff;">^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^</span><br />
<span style="color: #3366ff;">AnteFacto </span></strong></span><span style="color: #993300;"><em>a cura di Giovanni Caffio (</em>materiali preparatori al workshop)</span></div>
<div><span style="color: #ffffff;">.</span></div>
<div><strong><span style="color: #993300;">^^^^^^Workshop &#8220;Beni culturali e Virtualità&#8221;<br />
</span></strong><em>a cura di</em> <strong><span style="color: #993300;">Livio Sacchi</span></strong></div>
<p>mercoledì 30 settembre, ore 10:30 &gt; <strong>Livio Sacchi</strong> <em>Libertà virtuali e difficoltà reali</em><br />
Negli ultimi anni la cultura architettonica e il mestiere dell&#8217;architetto sono stati dominati dalla presenza del disegno digitale. Le nuove forme della rappresentazione hanno rivoluzionato il nostro lavoro e aperto orizzonti vasti e inesplorati. Come docenti del disegno siamo stati fortemente sollecitati ad adeguare la didattica e a riformulare, talvolta un po&#8217; a fatica, una impalcatura teorica consolidatasi nel tempo. Nessun dubbio sugli enormi vantaggi offerti dal digitale alla professione, alla ricerca, all&#8217;insegnamento, alla sperimentazione formale e strutturale e, non da ultimo, alla rappresentazione e al monitoraggio del territorio, della città e dell&#8217;architettura. Oggi tuttavia, a distanza di qualche decennio dalla sua nascita, va anche riconosciuto che la tecno-cultura digitale, purtroppo, non ha mantenuto tutte le sue promesse o, almeno, non si è verificato tutto ciò che veniva dato per scontato da molti dei suoi sostenitori.</p>
<p>Materiali: L. Sacchi,<span style="color: #3366ff;"> </span><a href="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/LSacchi_postfazione_abitare virtuale.pdf" target="_blank"><span style="color: #3366ff;">Libertà virtuali e difficoltà reali</span></a><span style="color: #3366ff;"> </span>(tratto da <em>Abitare virtuale significa rappresentare</em>, a cura di M. Unali, ed. Kappa, Roma 2008)</p>
<hr /><strong>Intervengono in videoconferenza: </strong></p>
<p>11:30 &gt; <strong>Marco Gaiani</strong> [Alma Mater Studiorum Università di Bologna] &gt; <em>Virtual Cultural Heritage</em></p>
<h5><img class="alignnone size-full wp-image-1716" title="domanda" src="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/08/domanda.jpg" alt="domanda" width="92" height="30" />&#8220;Qual è lo stato dell&#8217;arte dei sistemi informativi digitali per i beni culturali?&#8221;</h5>
<p>Materiali: <a title="M. Gaiani, Sistemi informativi" href="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/NewLineamenta(pp37-38)2009.pdf" target="_blank"><span style="color: #3366ff;">Sistemi informativi</span></a> (testo di M. Gaiani estratto da <em>New Lineamenta</em>, a cura di M. Unali, ed. Kappa, Roma 2009, pp.37-38)</p>
<hr />12:00 &gt; <strong>Sofia Pescarin</strong> [CNR/ITABC] &gt; <em>La virtualizzazione del patrimonio culturale<br />
</em>per approfondire:<br />
<a href="http://www.vhlab.itabc.cnr.it/scuola/pescarin.html" target="_blank">http://www.vhlab.itabc.cnr.it/scuola/pescarin.html</a></p>
<p><a href="http://www.vhlab.itabc.cnr.it/" target="_blank">http://www.vhlab.itabc.cnr.it/</a></p>
<p><a href="http://www.vhlab.itabc.cnr.it/Projects.htm" target="_blank">http://www.vhlab.itabc.cnr.it/Projects.htm</a></p>
<p><a href="http://www.vhlab.itabc.cnr.it/flaminia" target="_blank">www.vhlab.itabc.cnr.it/flaminia</a></p>
<p><a href="http://www.vhlab.itabc.cnr.it/Img/Projects/Scrovegni/Apertura.htm" target="_blank">http://www.vhlab.itabc.cnr.it/Img/Projects/Scrovegni/Apertura.htm</a></p>
<p><a href="http://www.virtualmuseumiraq.cnr.it" target="_blank">http://www.virtualmuseumiraq.cnr.it</a></p>
<hr />12:30 &gt; <strong>Livio De Luca</strong> [MAP-Gamsau Laboratory Marsiglia] &gt; <em>Architectural Image-Based-Modeling</em><br />
Sin dalle sue origini, la fotografia è sempre stata considerata una soluzione per la &#8220;registrazione&#8221; del reale. Per le discipline che si interessano alla documentazione, alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio costruito, essa rappresenta un supporto ideale per la lettura delle superfici, l&#8217;analisi della forma e delle proporzioni e per la misura degli elementi che compongono l&#8217;organismo architettonico. Le tecniche di restituzione fotogrammetrica fondate sulla corrispondenza geometrica tra una proiezione prospettica ed una parallela, hanno permesso, nel corso del secolo scorso, la definizione di una relazione molto stretta tra lo spazio della fotografia e quello della rappresentazione. Oggi, grazie ai progressi delle tecnologie informatiche nei campi della fotogrammetria, della modellazione geometrica e delle visione computazionale, questa relazione acquisisce un&#8217;altra dimensione: se lo spazio della rappresentazione è definitivamente tridimensionale, la fotografia diventa allora una delle possibili &#8220;viste&#8221; di questo spazio. Questa formulazione ibrida (euclidea e proiettiva) dello spazio della rappresentazione, annuncia l&#8217;emergenza di nuovi approcci per l&#8217;osservazione, la comprensione e la restituzione grafica di forme architettoniche.</p>
<p>Materiali: <a href="http://www.map.archi.fr/ldl" target="_blank">Pagina web personale</a> | <a href="http://www.map.archi.fr/aibm" target="_blank">Architectural Image-Based-Modeling</a> | <a href="http://www.map.archi.fr/3D-monuments" target="_blank">Programma nazionale di digitalizzazione del patrimonio costruito francese</a> | <a href="http://www.map.archi.fr/nubes " target="_blank">Programma di ricerca NUBES</a></p>
<hr />&gt; <strong>Livio Sacchi</strong> <em>Beni culturali: rilievo, tutela e sviluppo. Residenze imperiali in Etiopia</em><br />
L&#8217;Etiopia, Paese africano fra i più poveri del mondo, ospita un considerevole patrimonio architettonico voluto dai suoi imperatori sul finire del XIX secolo. Edifici di gusto eclettico, oggi in rovina, poco conosciuti e difficilmente visitabili. Un piano di recupero ne prevede il rilievo, il restauro e un&#8217;attiva tutela, ma anche un vero e proprio progetto di comunicazione in vista di una loro maggiore visibilità internazionale.</p>
<p><img class="size-medium wp-image-1769 alignleft" title="Makele stato di fatto" src="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/08/sacchi_stato_di-fatto-300x125.jpg" alt="Edificio di Makele: stato di fatto" width="270" height="113" /></p>
<p><img class="size-medium wp-image-1770 alignnone" title="Makele progetto" src="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/08/sacchi_progetto-300x142.jpg" alt="Makele progetto" width="270" height="128" /></p>
<hr /><strong><span style="color: #993300;">^^^^^^Workshop &#8220;Architettura, Città e Virtualità&#8221;<br />
</span></strong><em>a cura di</em><strong> <span style="color: #993300;">Maurizio Unali</span></strong></p>
<p>con la partecipazione di <strong>Antonino Saggio</strong> ["Sapienza" Università di Roma] <a href="http://www.arc1.uniroma1.it/saggio/" target="_blank">http://www.arc1.uniroma1.it/saggio/</a></p>
<p>mercoledì 30 settembre, ore 15:00 &gt; <strong>Maurizio Unali</strong> <em>Abitare virtuale significa rappresentare</em><br />
Una delle parole chiave per fruire, rilevare e progettare lo spazio digitale è <strong>ABITARE</strong>. Il ciberspazio, sia nella sua dimensione letteraria, sia in quanto spazio virtuale, è un luogo abitato: da comunità di utenti che si scambiano emozioni in rete, a singole navigazioni di avatar, lo spazio virtuale occupa la nostra esistenza parallelamente a quello reale. Ma abitare lo spazio virtuale significa agire attraverso simulazioni, significa <strong>RAPPRESENTARE</strong>. Dalla città virtuale alla visualizzazione interattiva del progetto e della realtà, dal morphing elaborativo al web design, dalla video-creatività infografica fino all&#8217;allestimento dei virtual-set per il cinema e la TV, si riafferma la centralità della rappresentazione; dei codici semantici del disegno, dei valori iconici e simbolici delle immagini, della scienza della rappresentazione con i suoi metodi e le sue tecniche. Nel disegno (qui inteso come &#8220;New Lineamenta&#8221;) si invera il progetto d&#8217;interfaccia conoscitivo e creativo dell&#8217;uomo con il mondo; nel disegno è contenuto il luogo dell&#8217;incontro tra architettura e tecno-cultura digitale: laboratorio in cui sperimentare teorie e pratiche applicative per abitare lo spazio virtuale all&#8217;insegna di una <em>creatio mundi</em>.</p>
<p>Materiali:<br />
M. Unali, <a href="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/MU_introduzione_abitare virtuale_pp6-11.pdf" target="_blank"><span style="color: #3366ff;">Introduzione</span></a> (tratto da <em>Abitare virtuale significa rappresentare</em>, a cura di M. Unali, ed. Kappa, Roma 2008)<br />
<a href="http://www.architetturadigitale.it/archiviomu/CittaVirtuale/pdfAbitarVirt08/UnaliCaffioAtlante.pdf" target="_blank"><span style="color: #3366ff;">Atlante della città virtuale</span></a> a cura di M. Unali e G. Caffio (tratto da <em>Abitare virtuale significa rappresentare</em>, a cura di M. Unali, ed. Kappa, Roma 2008)<br />
<a href="http://www.rappresentazione.it/?page_id=1276" target="_blank"><span style="color: #3366ff;">Virtual City</span></a> (esiti del corso di Scienza della Rappresentazione 3, a.a. 2008-09, docente M. Unali, tutor G. Caffio)</p>
<p><a href="http://www.domusweb.it/upd_Art/article.cfm?idtipo=3&amp;id=224" target="_blank"><img class="size-full wp-image-659 alignright" title="tabaimo" src="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/02/tabaimo.jpg" alt="tabaimo" width="197" height="102" /></a></p>
<p>Video: interview to <span style="color: #3366ff;">Tabaimo</span> / 12. feb. 2009 &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-&gt;</p>
<p>M. Unali, <a href="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/MUnali_intro_newlineamenta.pdf" target="_blank"><span style="color: #3366ff;">Introduzione a New Lineamenta</span></a> (tratto da <em>New Lineamenta</em>, a cura di M. Unali, ed. Kappa, Roma 2009)</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;"><br />
M. Unali, <a href="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/MUnali_spazi_newlineamenta.pdf" target="_blank"><span style="color: #3366ff;">Qual è il modello di rappresentazione compreso nella rivoluzione informatica in architettura?</span></a> </span></span>(tratto da <em>New Lineamenta</em>, a cura di M. Unali, ed. Kappa, Roma 2009)</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="320" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="data" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6599245&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6599245&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="320" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6599245&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" data="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6599245&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1"></embed></object></p>
<p><a href="http://vimeo.com/6599245">INTERFACCE08</a> from <a href="http://vimeo.com/user2233495">rappresentazione it</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p><a href="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/08/unalifig01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1817" title="unalifig01" src="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/08/unalifig01.jpg" alt="unalifig01" width="368" height="135" /></a></p>
<p>Home page della mappa virtuale tematica, implementabile in rete, sugli spazi teorico-operativi della rappresentazione digitale in architettura. A sinistra, sull’asse delle ordinate, dal basso verso l’alto, sono classificati i tre ambiti della <em>rd</em>: lo spazio rappresentativo-strumentale; lo spazio conformativo-creativo; lo spazio mediatico-informativo. Sull’asse delle ascisse è possibile scorrere la succesione cronologica delle opere archiviate e, attraverso il puntatore, scegliere e approfondire i contenuti attraverso successive finestre di dialogo. L&#8217;obiettivo di mappare il fecondo percorso della <em>rd</em>, attraverso le opere più significative che ne disegnano il percorso evolutivo, è un primo medium per tratteggiarne una storia. Attraverso una vera e propria “cartografia temporale” è così possibile individuare il fil rouge che si snoda tra alcuni settori editoriali, pubblicistici, espositivi, siti web e supporti multimediali, produzioni video e performance. Web design: M. Unali con G. Caffio.</p>
<div id="attachment_1782" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/08/unalifig02.jpg"><img class="size-medium wp-image-1782  " title="unalifig02" src="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/08/unalifig02-300x109.jpg" alt="Alcune interazioni tematiche compiute nello spazio rappresentativo-strumentale della mappa." width="300" height="109" /></a><p class="wp-caption-text">Alcune interazioni tematiche compiute nello spazio rappresentativo-strumentale della mappa.</p></div>
<div id="attachment_1783" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/08/unalifig03.jpg"><img class="size-medium wp-image-1783  " title="unalifig03" src="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/08/unalifig03-300x109.jpg" alt="Alcune interazioni tematiche compiute nello spazio spazio conformativo-creativo della mappa." width="300" height="109" /></a><p class="wp-caption-text">Alcune interazioni tematiche compiute nello spazio spazio conformativo-creativo della mappa.</p></div>
<div id="attachment_1784" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/08/unalifig04.jpg"><img class="size-medium wp-image-1784  " title="unalifig04" src="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/08/unalifig04-300x109.jpg" alt="Alcune interazioni tematiche compiute nello spazio spazio mediatico-informativo della mappa." width="300" height="109" /></a><p class="wp-caption-text">Alcune interazioni tematiche compiute nello spazio spazio mediatico-informativo della mappa.</p></div>
<p><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-954" title="spazio-digit-arch-ita" src="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/03/spazio-digit-arch-ita-150x150.jpg" alt="spazio-digit-arch-ita" width="120" height="120" /> <a href="http://www.architetturadigitale.it/" target="_blank">MOSTRA<br />
</a>Lo spazio digitale dell&#8217;architettura italiana.<br />
Roma, Casa dell&#8217;Architettura, 18 Maggio &#8211; 11 Giugno 2006<br />
<a href="http://www.lineamenta.it/unali/?page_id=8" target="_blank">CATALOGO</a></p>
<p>Eventi in corso: <a href="http://www.londondesignfestival.com/" target="_blank">Welcome to the London Design Festival 2009</a></p>
<hr />16:00 &gt; <strong>Davide Borra</strong> &gt; [Politecnico di Torino] <em>3DMetaversity: spazi responsivi collaborativi on-line</em><br />
3DMetaversity è l&#8217;applicazione di un progetto di ricerca che punta ad offrire gratuitamente a studenti e ricercatori europei una piattaforma 3D on-line, grazie alla quale si possano realizzare esperienze interattive di lavoro collaborativo e progettare spazi responsivi, con estensioni verso la natural interaction, l&#8217;augmented e virtual reality, il 3D mobile, la virtual presence. <a href="http://www.noreal.it/" target="_blank">www.noreal.it</a></p>
<hr /><strong>Intervengono in videoconferenza:</strong></p>
<p>17:00 &gt; <strong>Paolo Atzori</strong> &gt; [NABA, Milano] <em>L&#8217;interazione con lo spazio digitale</em><br />
<a href="http://www.khm.de/~Paolo/" target="_blank">http://www.khm.de/~Paolo/</a></p>
<p>17:30 &gt; <strong>Luigi Prestinenza Puglisi</strong> &gt; [Critico di architettura] <em>This Is Tomorrow?<br />
</em><img class="alignnone size-full wp-image-1716" title="domanda" src="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/08/domanda.jpg" alt="domanda" width="92" height="30" />come la tecnocultura digitale ha cambiato l&#8217;idea di spazio in architettura, in urbanistica, nella città &#8230;<br />
<a href="http://www.prestinenza.it" target="_blank">www.prestinenza.it</a> | <a href="http://www.presstletter.com" target="_blank">www.presstletter.com</a> |<a href="http://www.compasses.ae" target="_blank">www.compasses.ae</a></p>
<p>18:00 &gt; <strong>Elena Manferdini</strong> &gt; [Design Faculty SCI-Arc (Southern California Institute of Architecture), Los Angeles] &gt; Fabrication: Toward Substantial Architectural Surfaces<br />
<a href="http://www.ateliermanferdini.com/" target="_blank">www.ateliermanferdini.com</a><br />
Materiali: <a href="http://www.slideshare.net/secret/eldjhfEK53vKV" target="_blank">Slideshow</a></p>
<p><strong>Brainstorming sui temi di progetto:</strong> a conclusione della giornata si terrà il brainstorming per introdurre temi e idee sul metaprogetto di spazi digitali, che caratterizza la giornata successiva. Suddivisione in gruppi di lavoro tematico.<br />
In sintesi e saltando molti passaggi: rappresentare-progettare la spazializzazione dell&#8217;informazione.</p>
<hr /><strong><span style="color: #993300;">^^^^^^Workshop &#8220;Il progetto dello spazio virtuale&#8221;<br />
</span></strong><em>a cura di</em><strong> <span style="color: #993300;">Maurizio Unali</span></strong></p>
<p>giovedì 1 ottobre, ore 9:30 &gt; Maurizio Unali<br />
I dottorandi saranno chiamati a realizzare un metaprogetto di spazio virtuale &#8220;abitabile&#8221;, dedicato a funzioni private e/o pubbliche, che sfrutti le potenzialità tecno-culturali (strumentali e comunicative) del media digitale interattivo e viva all&#8217;interno della virtualità. È richiesta la realizzazione di uno slide-show che illustri le caratteristiche principali del progetto e sarà presentato durante la conferenza di chiusura.</p>
<hr />Intervengono :<br />
10:00 &gt; <strong>Livio Sacchi</strong> &gt; <em>La rappresentazione della città contemporanea: virtuale e reale</em><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="600" height="337" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="data" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6340116&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6340116&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="600" height="337" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6340116&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" data="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6340116&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1"></embed></object></p>
<hr />10:30 &gt; <strong>Antonino Saggio</strong> ["Sapienza" Università di Roma] &gt; <em>La rivoluzione informatica: nuove sfide</em><br />
Saranno analizzati alcuni dei temi e dei caratteri prevalenti della ricerca digitale più innovativa di questi ultimi anni, con particolare riferimento alle nuove vie di ricerca nell&#8217;ibridazione tra architettura e sistemi viventi.<br />
Materiali:<br />
A. Saggio, <span style="color: #0000ff;">Perché la rappresentazione nel mondo del gioco è importante per l&#8217;architettura </span>(tratto da <em>Abitare virtuale significa rappresentare</em>, a cura di M. Unali, ed. Kappa, Roma 2008, pp. 200-2005)<br />
<a href="http://www.arc1.uniroma1.it/saggio/" target="_blank">http://www.arc1.uniroma1.it/saggio/</a></p>
<hr />Intervengono in videoconferenza:<br />
11:30 &gt; <strong>Riccardo Migliari</strong> ["Sapienza" Università di Roma] &gt; <em>Metodi e tecniche di rappresentazione dello spazio virtuale</em></p>
<div><em><img class="alignnone size-full wp-image-1716" title="domanda" src="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/08/domanda.jpg" alt="domanda" width="92" height="30" /> <strong>Come possiamo interpretare-classificare i nuovi metodi e le nuove tecniche di disegno introdotti dalla rivoluzione informatica? Qual è il ruolo svolto &#8211; come metodo e/o come tecnica di rappresentazione &#8211; dalla rappresentazione digitale nel processo di rinnovamento degli studi e dell&#8217;insegnamento della geometria descrittiva?<br />
<span style="color: #ffffff;">.</span></strong></em></div>
<div><em>R. Migliari, <a href="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/RMigliari_newlineamenta.pdf"><span style="color: #3366ff;">intervento</span></a> tratto da New Lineamenta, a cura di M. Unali, ed. Kappa, Roma 2009</em></div>
<div><em>Materiali:<br />
sito web: <a href="http://www.migliari.it" target="_blank">www.migliari.it</a><br />
bibliografia tematica: Riccardo Migliari, <em>Geometria descrittiva</em>, <a href="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/Migliari_GD_1.pdf">Volume I &#8211; Metodi e costruzioni</a>; <a href="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/Migliari_GD_2.pdf">Volume II &#8211; Tecniche e applicazioni</a>.<br />
<a href="http://www.visuall3d.com/2007/10/le-corbusier-citrohan-house/" target="_blank">modello dinamico interattivo della Maison Citrohan</a> dalla ricerca VIA (Virtuall Interactive Architecture) esplorabile in rete, abilitando i controlli ActiveX <a href="http://www.migliari.it/modelli/Citrohan_standalone.zip">modello stand &#8211; alone</a> (scaricabile per essere esplorato in locale).</em></div>
<div><em> </em></div>
<div><em> </em></div>
<div><em> </em></div>
<div><em> </em></div>
<p><em> </em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em> </em></p>
<hr />12:00 &gt; <strong>Marco Brizzi</strong> [Image, Firenze] &gt; <em>Lo spazio virtuale del progetto<br />
</em><a href="http://www.architettura.it/">www.architettura.it</a> <a href="http://www.image-web.org/"></a><a href="http://www.beyondmedia.it/">www.beyondmedia.it</a> <a href="http://www.sesv.it/">www.sesv.it</a></p>
<hr />12:30 &gt; <strong>Paola Giaconia</strong> [California State University] &gt; <em>Collegamenti</em></p>
<hr />Relazioni tematiche di:</p>
<p><strong>Giovanni Caffio</strong> &gt; <em>Utopia 2.0: spazi e città per comunità virtuali</em><br />
Il tema della &#8220;città utopica&#8221;, sempre presente nel pensiero storico-critico legato all&#8217;architettura, può essere oggi contestualizzato nello spazio informatico della Rete attraverso lo studio delle peculiarità sociali, estetiche e spaziali di alcune specifiche forme di Città Virtuali. Le città virtuali rappresentano nuovi sistemi spaziali e sociali e consistono, nello specifico, nei mondi virtuali multiutenti. A differenza di altri ambienti collettivi online, ciò che caratterizza questi mondi virtuali è la finalità ludica connessa a una configurazione 3D. In quest&#8217;ottica, per cercare di sistematizzare un insieme eterogeneo di esperienze, possiamo adottare una suddivisione che distingua queste nuove &#8220;utopie telematiche&#8221; a seconda dei fini per i quali sono utilizzate: comunicare, giocare e sperimentare. All&#8217;interno della vasta offerta di spazi ludici web, è utile poi concentrare l&#8217;attenzione sia su quegli esempi nei quali il carattere utopico e urbano sia più evidente, sia su alcuni esperimenti di Net Art in cui gli spazi simulati sperimentano, ma soprattutto mettono in discussione, condizioni comunicative, spaziali ed estetiche appartenenti all&#8217;universo delle reti.</p>
<p>Materiali: G. Caffio, <a href="http://www.architetturadigitale.it/archiviomu/CittaVirtuale/pdfCittaVirt05/caffio_utopia.pdf"><span style="color: #3366ff;">La città utopica in rete. Spazi virtuali per comunità virtuali</span></a> (tratto da AA.VV., <em>Dalle città ideali alla città virtuale. Viaggio nel mondo fantastico del Disegno dell’utopia</em>, a cura di C. Mezzetti, ed. Kappa, Roma 2005)</p>
<hr /><strong>Alessandro Luigini</strong> &gt; <em>Almanacco tipologico delle spazialità digitali</em><br />
Attraverso la verifica in real-time del metaprogetto di spazio virtuale che i dottorandi stanno elaborando, l&#8217;intervento mostra alcuni esempi di visualizzazione 3D e illustra alcuni metodi e tecniche di spazializzazione digitale.</p>
<p>Materiali: A. Luigini, <a href="http://www.architetturadigitale.it/archiviomu/CittaVirtuale/pdfCittaVirt05/luigini_utopia.pdf"><span style="color: #3366ff;">Rappresentare il ciberspazio. Geografie della Rete</span></a> (tratto da La città VirtualeAA.VV., <em>Dalle città ideali alla città virtuale. Viaggio nel mondo fantastico del Disegno dell’utopia</em>, a cura di C. Mezzetti, ed. Kappa, Roma 2005)</p>
<hr /><strong>Giovanni Caffio</strong> &gt; <em>Architetti nel web</em><br />
La nascita e proliferazione dei siti web di architetti produce cambiamenti e innovazioni la cui portata e incisività è ancora difficile da individuare. Tuttavia, di fronte a una situazione ancora in divenire ma potenzialmente ricca di sviluppi, si delineano una serie di interrogativi che interessano sia la pratica professionale dell&#8217;architetto sia il mondo dell&#8217;architettura e della sua pubblicistica. Come cambiano, ad esempio, le strategie comunicative, professionali ed espressive degli architetti grazie agli strumenti della rete? Quali sono i vantaggi, ma anche i rischi dell&#8217;uso dei siti web rispetto agli altri media tradizionali? Cercheremo di dare una risposta a questi e altri interrogativi, prestando particolare attenzione all&#8217;interfaccia dei siti web di quegli architetti che esplorano in modo innovativo tanto i campi della rappresentazione architettonica, quanto quelli del progetto d&#8217;interfaccia.</p>
<p>Materiali: G. Caffio, <a href="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/GCaffio_abitare virtuale.pdf"><span style="color: #3366ff;">Architetti nel web</span></a> (tratto da <em>Abitare virtuale significa rappresentare</em>, a cura di M. Unali, ed. Kappa, Roma 2008)</p>
<hr /><strong>Massimiliano Mazzetta </strong>&gt;  <em>Web architecture: architettura democratica?<br />
</em>L&#8217;evoluzione delle piattaforme per la comunicazione, da Google Maps a Google Earth, si traduce in una nuova e democratica modalità di percezione dello spazio, i cui risultati sono: da un lato, la più nobile intenzione di trasformare il computer in un vero strumento capace di tele-trasportare chiunque in ogni angolo del nostro pianeta; dall&#8217;altro, permettere all&#8217;architetto di confrontarsi con una nuova dimensione, virtualmente vissuta come trasposizione del reale. Analizziamo, dunque, come si è trasformato il rapporto tra computer e architettura, a tal punto da modificare l&#8217;azione del progettista che non è più spinta alla formalizzazione ma alla visualizzazione: ciò che sta cambiando non è come l&#8217;elemento architettonico appare, ma come lo si guarda.</p>
<hr />Venerdì 02 Ottobre.<br />
Workshop: Il progetto dello spazio virtuale (conclusioni)<br />
9:30-13:30 Continuano i lavori del workshop<br />
Conferenza pubblica.<br />
15:00  17:00 Salone d&#8217;onore del Castello del Valentino<br />
Introduce Anna Marotta, responsabile del corso per dottorandi<br />
Interviene Maurizio Unali Il progetto dello spazio virtuale<br />
Intervento a cura dell&#8217;Ordine degli Architetti della Provincia di Torino<br />
Presentazione degli elaborati dei dottorandi.</p>
<hr /><strong> POST SCRIPT</strong></p>
<h4>MORPHING</h4>
<p><span style="font-family: 'Trebuchet MS','sans-serif'; font-size: 8pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT;"><strong>Componenti del gruppo:</strong><em> Domenico Tosto, Luigi V. Losciale</em></span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="data" value="http://www.youtube.com/v/YwOKGOeMBwY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/YwOKGOeMBwY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/YwOKGOeMBwY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" data="http://www.youtube.com/v/YwOKGOeMBwY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01"></embed></object></p>
<h4>MAPPATO_Il museo virtuale: Torino, la città industriale storica</h4>
<p class="MsoListBullet" style="text-indent: 0cm; margin: 0cm 0cm 0pt; tab-stops: 35.4pt; mso-list: none;"><span style="font-family: 'Trebuchet MS','sans-serif'; font-size: 8pt;"><strong>Componenti del gruppo:</strong><em> Elena Marchis, Elena Scarabello, Francesca Camporeale, Francesca La Malva, Giulia Bertone, Luigi Chitone, Stefano Sburlati, Yu Zhang<br />
</em></span><span style="font-family: 'Trebuchet MS','sans-serif'; font-size: 8pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT;"><strong>Elaborazioni grafiche e testo:</strong><em> Elena Scarabello, Francesca La Malva</em></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1997 aligncenter" title="mappato" src="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/08/mappato.jpg" alt="mappato" width="597" height="373" /></p>
<p><span style="font-family: &amp;amp;amp; font-size: 10pt; mso-fareast-font-family: 'MS Mincho'; mso-fareast-language: JA; mso-bidi-language: HE;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &amp;amp;amp; font-size: 8pt;">Il progetto di un museo virtuale, elaborato da un gruppo di dottorandi durante il corso-workshop <em>“Immaginare, comunicare, interagire. Architettura, beni culturali e virtualità”</em> (a cura di Anna Marotta e Maurizio Unali), si incentra sull’esplorazione di Torino industriale attraverso lo studio e la proposta d’uso di tecnologie atte alla realizzazione dello stesso. L’obiettivo è creare un luogo dell’azione in cui si intersecano i contenuti propri della collezione museale della città storica industriale, del database archivistico-scientifico e quelli della produzione di contenuto e di senso da parte del pubblico. Il visitatore è concepito come un essere in movimento che percepisce la realtà e si relaziona fisicamente con lo spazio e, virtualmente, attraverso la pluralità dei suoi sensi, con lo spazio dell’informazione. Il museo reale nasce all’interno della Società Nazionale delle Officine di Savigliano di corso Mortara e, attraverso spazi narrativi e interattivi in situ, integrati con un database di raccolta e consultazione, propone l’interazione con il museo virtuale via web. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &amp;amp;amp; font-size: 8pt;">La <em>Sala</em></span><em><span style="font-family: &amp;amp;amp; font-size: 8pt;"> dei Totem</span></em><span style="font-family: &amp;amp;amp; font-size: 8pt;">, luogo della creazione delle proprie mappe mentali della città, rappresenta il primo evento narrativo del museo in cui il visitatore, mediante uno schermo in cui comparirà una mappa basica della città di Torino, potrà scegliere la tipologia di mappa che preferisce: storica oppure attuale, al fine di creare la propria mappa mentale. Tramite un’interfaccia, organizzata a layers, gli utenti potranno tracciare, modificare ed implementare la loro personale mappa urbana per mezzo di alcune icone di richiamo di luoghi fisici della città, così da poter visualizzare tutte le informazioni disponibili secondo la classificazione proposta dal museo e da aggiungerne in base all’esperienza e conoscenza individuale.<em> </em>Le esigenze tecnologiche per l’allestimento di questa sala, uniscono due aspetti: quello della consultazione digitale interattiva e quello della consultazione di documenti, al fine di redigere la propria mappa mentale; a tal proposito la tecnologica che risulta maggiormente adeguata è l’impiego di un <em>Sensitive Wall</em>, realizzato con l’applicazione della tecnologia <em>PointAt</em> . <em> </em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &amp;amp;amp; font-size: 8pt;">La<em> Sala Mapper</em></span><em><span style="font-family: &amp;amp;amp; font-size: 8pt;"> </span></em><span style="font-family: &amp;amp;amp; font-size: 8pt;">invita il visitatore ad attivare, attraverso sensori di localizzazione, un percorso personale all’interno della città e della sua rappresentazione. La sala presenta una mappa della città attuale a pavimento in scala 1:1000 su cui, attraverso un sistema di georeferenziazione, vengono sovrapposte le mappe elaborate dal visitatore della sala dei totem. </span><span style="font-family: &amp;amp;amp; font-size: 8pt; mso-fareast-font-family: 'MS Mincho'; mso-fareast-language: JA; mso-bidi-language: HE;">La filosofia</span><span style="font-family: &amp;amp;amp; font-size: 8pt; mso-fareast-font-family: 'MS Mincho'; mso-fareast-language: JA; mso-bidi-language: HE; mso-bidi-font-family: Times-Roman;"> </span><span style="font-family: &amp;amp;amp; font-size: 8pt; mso-fareast-font-family: 'MS Mincho'; mso-fareast-language: JA; mso-bidi-language: HE;">alla base dell’allestimento della Sala Mapper è l’idea che i contenuti del museo non sarebbero completi senza le riflessioni dei visitatori, mediati dalla mappa mentale, che possono efficacemente integrarsi con il sistema informativo e documentaristico più tradizionale; contemplando l’aspetto legato al r</span><span style="font-family: &amp;amp;amp; font-size: 8pt;">ecupero della memoria dei singoli e della collettività. L’intento è quello di far utilizzare istantaneamente la propria mappa mentale con la configurazione reale della mappa rappresentante il territorio avendo la possibilità di definire il periodo storico con cui ci si vuole confrontare. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-justify: inter-ideograph; text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &amp;amp;amp; font-size: 8pt;">L’interazione tra le mappe e il visitatore è permessa da un <em>mobile</em> che favorisce inoltre la fruizione di informazioni dettagliate sulla città e sugli insediamenti industriali, con testi, foto, video, documenti storici provenienti da archivi cittadini, presenti sulla grande mappa a pavimento. La funzione di questo strumento all’interno del museo consente da un lato di poter “portarsi” come “un’ombra” la mappa fatta nella Sala dei Totem, per la sovrapposizione nella Sala Mapper e dall’altro di interagire direttamente con la stessa. </span></p>
<p><span style="font-family: &amp;amp;amp; font-size: 8pt;">La concezione di un museo in continuo aggiornamento invita il visitatore a considerare il museo come proprio e quindi ad integrarlo con le proprie informazioni, documenti, immagini attraverso l’interazione con il museo virtuale. Sul <em>web</em>, le persone possono interagire suggerendo dati dalla propria esperienza personale, che si vanno ad integrare con quelli presenti nel sistema, rendendosi disponibili all’altrui consultazione, in un sistema aperto, in cui le esperienze dei visitatori del museo reale possono essere parte della documentazione virtuale.</span></p>
<h4>GOOGLE EARTH COME STRUMENTO DI RILIEVO DELLA CITTÀ</h4>
<p>Gruppo: arch. Colonna Giuseppe, ing.  Giordano Maria, arch. Lepore Daniela, arch.  Francesca, arch. Scaglione Michela</p>
<p>Google earth è un software gratuito della società Google che consente ai suoi utenti una visione nuova e innovativa di conoscere la Terra; partendo da un’immagine virtuale dell’ intero globo terrestre, si può scendere di scala fino a visualizzare una specifica area geografica con un dettaglio di risoluzione molto elevato.<br />
Il programma permette, inoltre, di visualizzare informazioni di varia natura (tra le quali anche modelli 3d di edifici) referenziate sul territorio tramite una piattaforma di tipo GIS.<br />
La possibilità di implementazione continua di dati, immagini e modelli da parte degli utenti, altra caratteristica saliente del programma, lo rende un potente strumento per la conoscenza approfondita e capillare del territorio.<br />
Questo software, per la sua immediatezza d’utilizzo, gode di una incredibile diffusione  una fascia di utenza molto ampia e differenziata.</p>
<p>Il nostro lavoro si è concentrato sull’analisi del sistema di comunicazione del software con l’obiettivo di sfruttarne al meglio le capacità ed incrementarne alcuni aspetti che ci sono parsi lacunosi o latenti.<br />
L’ aspetto di Google earth in  cui ci è parso poco efficace rispetto alle potenzialità che lo stesso offre è il modo in cui le informazioni vengono gestite e visualizzate; ci è sembrato inadeguato per un software, dotato di un database così corposo, l’utilizzo del menù a tendina come mezzo di comunicazione con gli utenti, un sistema banale che toglie molto spazio dallo schermo per le visualizzazione delle immagini di google.<br />
Partendo da questa riflessione, si è pensato di rivoluzionare la sua interfaccia grafica con nuova soluzione essenziale ma efficace che permetta all’utente di dialogare immediatamente con essa.<br />
Il menù a tendina, in pratica, viene sostituito da un totem dinamico che offre un’informazione non più invadenti ma in dissolvenza sull’immagine selezionata.</p>
<p>Visualizzando la città di Torino, per esempio, automaticamente appare a video il totem, con i suoi svariati contenuti; nel nostro caso gli argomenti scelti sono puramente indicativi ma possono variare a seconda del soggetto e delle esigenze.<br />
Selezionando un settore è possibile approfondire il tema scelto, ad esempio cliccando su musei verranno visualizzati tutti i musei presenti a Torino, non solo nel totem, ma contemporaneamente saranno localizzati nell’immagine, dando così subito un’informazione molto più immediata e comprensibile.<br />
La ricerca potrà ancora continuare una volta selezionato un preciso museo; nel totem verranno, infatti, visualizzati i link per collegarsi ai siti con contenuti inerenti il soggetto scelto.<br />
Si è cercato, inoltre, di apportare un ulteriore contributo integrando questo tipo di informazioni con indicazioni sui possibili percorsi per raggiungere i soggetti della ricerca; un sistema per offrire all’utente che non conosce la città di Torino una passeggiata virtuale nella città.</p>
<p><strong><a href="../wp-content/uploads/2009/08/TAVOLA-INTERNET2-copia.jpg"><img title="TAVOLA-INTERNET2-copia" src="../wp-content/uploads/2009/08/TAVOLA-INTERNET2-copia-1024x767.jpg" alt="" width="385" height="288" /></a></strong></p>
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		<title>SPOT ON SCHOOLS &#8216;09</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2009 18:22:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Unali</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Università degli studi &#8220;G. d&#8217;Annunzio&#8221; Chieti &#8211; Pescara
Dipartimento DSSARR &#8211; Facoltà di Architettura di Pescara
Digital Design Media Laboratory
THE RENDERING OF THE CONTEMPORARY CITY: VIRTUAL AND REAL
edited by Livio Sacchi, Maurizio Unali                                                    coupon link
Il programma espositivo di BEYOND MEDIA 2009 prevede due mostre: SPOT ON SCHOOLS, dedicato ai più recenti sviluppi, in ambito didattico, dell&#8217;applicazione delle tecnologie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Università degli studi &#8220;G. d&#8217;Annunzio&#8221; Chieti &#8211; Pescara<br />
Dipartimento DSSARR &#8211; Facoltà di Architettura di Pescara<br />
Digital Design Media Laboratory</strong></p>
<p><strong>THE RENDERING OF THE CONTEMPORARY CITY: VIRTUAL AND REAL<br />
edited by Livio Sacchi, Maurizio Unali                                                    coupon <a href="http://www.rappresentazione.it/VarieMu/CouponFirenze09.pdf" target="_blank">link</a></strong></p>
<p style="text-align: left;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1569" title="visions" src="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/05/visions-190x300.jpg" alt="visions" width="190" height="300" />Il programma espositivo di <span style="color: #800000;"><a href="http://www.beyondmedia.it/" target="_blank"><strong>BEYOND MEDIA 2009</strong> </a></span>prevede due mostre: SPOT ON SCHOOLS, dedicato ai più recenti sviluppi, in ambito didattico, dell&#8217;applicazione delle tecnologie digitali alla ricerca progettuale; e URBAN VISIONS, una mostra dedicata ai progetti di trasformazione urbana, con al centro dell&#8217;attenzione casi italiani e mondiali che si distinguono non solo per la qualità progettuale ma anche per l&#8217;efficacia e per l&#8217;appropriatezza delle forme di comunicazione adottate per estenderne e condividerne la conoscenza.</p>
<p>La terza edizione della mostra <strong><span style="color: #800000;">SPOT ON SCHOOLS</span></strong>, curata da Paola Giaconia, vede la partecipazione di una ventina di scuole di architettura che nel mondo si distinguono per la ricerca e la sperimentazione nel campo dei nuovi mezzi di comunicazione. Le scuole invitate a partecipare alla mostra racconteranno, a partire dall&#8217;esperienza di studenti e insegnanti, in che modo le nuove tecnologie influenzano le diverse fasi del progetto, a partire da quella creativa.<br />
 </p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignleft size-full wp-image-1950" title="Exhibition" src="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/05/dsc01743.jpg" alt="Exhibition" width="600" height="450" /> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1553  aligncenter" title="The rendering of the contemporary city: Virtual and real" src="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/05/dsc01737.jpg" alt="dsc01737" width="600" height="450" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignleft size-full wp-image-1953" title="Exhibition" src="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/05/dsc01738.jpg" alt="Exhibition" width="600" height="450" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1589 aligncenter" title="dsc01708" src="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/05/dsc01708.jpg" alt="dsc01708" width="600" height="450" /></p>
<p><object width="600" height="337" data="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6340116&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6340116&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1" /></object></p>
<p><a href="http://vimeo.com/6340116">The Rendering of the Contemporary City: Virtual and Real</a> from <a href="http://vimeo.com/user2233495">rappresentazione it</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
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		<title>DeAndrè / StudioAzzurro</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jan 2009 19:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Unali</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[
FABRIZIO DE ANDRÉ
La mostra
Palazzo Ducale, Genova, 31 dicembre 2008 – 3 maggio 2009
Genova, a dieci anni dalla scomparsa di Fabrizio De André rende omaggio alla sua figura e alla sua opera organizzando una grande mostra che ne racconti la vita, la musica, le esperienze, le passioni che lo hanno reso unico e universale, interprete e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-578" title="azzurro" src="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/01/azzurro-241x300.jpg" alt="azzurro" width="241" height="300" /></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;"><strong>FABRIZIO DE ANDRÉ<br />
</strong><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;"><strong><a href="http://www.palazzoducale.genova.it/deandre/index.htm" target="_blank">La mostra</a><br />
</strong><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;">Palazzo Ducale, Genova, <span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;">31 dicembre 2008 – 3 maggio 2009</span></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 10.0pt;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Arial;">Genova, a dieci anni dalla scomparsa di Fabrizio De André rende omaggio alla sua figura e alla sua opera organizzando una grande mostra che ne racconti la vita, la musica, le esperienze, le passioni che lo hanno reso unico e universale, interprete e in alcuni casi anticipatore, dei mutamenti, delle pulsioni e delle trasformazioni della contemporaneità.</span></span></span><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 10.0pt;"><span style="font-size: x-small; font-family: Arial;"><br />
</span></span></strong><span style="mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 10.0pt;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Arial;">Attraverso una narrazione virtuale, multimediale e interattiva, progettata da <strong><a href="http://www.studioazzurro.com/" target="_blank">Studio Azzurro</a></strong>, uno dei più importanti gruppi internazionali di videoarte, in collaborazione con Sp10studio per la parte di allestimento degli spazi espositivi e per la grafica, viene proposta al pubblico non una mera esposizione documentaria di oggetti “simbolo”, di cimeli visivi e musicali, ma un’esperienza emozionale, attraverso cui ognuno potrà mettersi in relazione con la vita, le opere, la musica<span style="mso-spacerun: yes;"> </span>e le parole di Faber.</span></span></span><span style="mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 10.0pt;"><span style="font-size: x-small; font-family: Arial;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 10.0pt;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Arial;">Il percorso non è suddiviso rigidamente per aree tematiche e cronologiche, ma è organizzato in modo da rendere il racconto e la rappresentazione visiva, testuale, musicale, dense di suggestioni ed emozioni per un vasto pubblico, che potrà di volta in volta scegliere quale immagine di “Faber” sviluppare per sé, in relazione con il proprio vissuto.</span></span></span><span style="mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 10.0pt;"><span style="font-size: x-small; font-family: Arial;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 10.0pt;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Arial;">La mostra affronta i grandi temi della poetica di De Andrè: la società del benessere e il boom economico degli anni ’60, gli emarginati e i vinti, la libertà, l’anarchia e l’etica, gli scrittori e gli chansonniers, le donne e l’amore, la ricerca musicale e linguistica, l’attualità nella cronaca, i luoghi rappresentativi della sua vita; tutti in modo da dare il senso della sua capacità di parlare al singolo ma di essere universale, riconosciuto e amato dalle persone di ogni genere e età. </span></span></span><span style="mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 10.0pt;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 10.0pt;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Arial;">Accanto alla mostra sono allestite alcune<span style="mso-spacerun: yes;"> </span>scenografie originali della sue tournèes: i tarocchi giganti, falsi d’autore, le grandi vele e le reti da pesca. Postazioni multimediali permanenti, tavoli con touch screen, per approfondire virtualmente e visivamente testi di Faber e spartiti originali. </span></span></span><span style="mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 10.0pt;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 10.0pt;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Arial;">Allestita nel Sottoporticato del Palazzo, l’esposizione si sviluppa attraverso 5 sale, che via via raccontano in modo sorprendente e originale i temi conduttori della sua vita e della sua poetica.</span></span></span></p>
<div></div>
<p><span style="mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 10.0pt;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="mso-bidi-font-family: Arial; mso-bidi-font-size: 10.0pt;">La mostra è stata organizzata dalla <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura</strong> con la <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fondazione</strong><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"> Fabrizio</strong><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"> De André onlus</strong>. I curatori sono <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Vittorio Bo</strong>, <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Guido Harari</strong>, <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Vincenzo Mollica</strong> e <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pepi Morgia</strong>. Il progetto e la realizzazione sono di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Studio Azzurro</strong> mentre l’allestimento degli spazi espositivi e la grafica sono di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sp10studio</strong>. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con il <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Centro Interdipartimentale di Studi Fabrizio De André </strong>della Facoltà di Lettere dell’Università di Siena.</span></p>
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		<title>Made Expo &#8216;09</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 19:17:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Unali</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Made Expo,
Milano Architettura Design Edilizia
Fiera Milano, Rho, 04-07 Febbraio &#8216;09
Sabato 7 febbraio 2009, ore 13,30
CROSSMEDIALITÀ E ARCHITETTURA
Mondi sintetici 3D, Web, TV:
i nuovi spazi della progettazione
Moderatore: Donatella Bollani, Coordinatore Editoriale Il Sole 24 ORE Arketipo
Intervengono:
Luca Lisci
Maurizio Unali
vedi programma della sezione
"Pillole di Architettura"
Mondi a confronto: quando il progetto incontra l’estetica,
il green marketing e la crossmedialità
Organizzato da GRUPPO [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><img class="alignleft size-full wp-image-576" title="madeexpo" src="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/01/madeexpo.jpg" alt="madeexpo" width="196" height="196" /><a href="http://www.madeexpo.it/it/index.php" target="_blank">Made Expo</a>,<br />
Milano Architettura Design Edilizia<br />
Fiera Milano, Rho, 04-07 Febbraio &#8216;09</h3>
<h3><a href="http://www.madeexpo.it/it/convegni.php#sab" target="_blank">Sabato 7 febbraio 2009</a>, ore 13,30<br />
<span style="color: #993300;">CROSSMEDIALITÀ E ARCHITETTURA</span><br />
<span style="color: #993300;">Mondi sintetici 3D, Web, TV:<br />
i nuovi spazi della progettazione<br />
</span>Moderatore: Donatella Bollani, Coordinatore Editoriale Il Sole 24 ORE Arketipo<br />
Intervengono:<br />
Luca Lisci<br />
Maurizio Unali</h3>
<pre>vedi <a href="http://www.architetturadigitale.it/archiviomu/AnnuncioMadeExpo.pdf" target="_blank">programma</a> della sezione
"Pillole di Architettura"
Mondi a confronto: quando il progetto incontra l’estetica,
il green marketing e la crossmedialità</pre>
<p>Organizzato da GRUPPO IL SOLE 24 ORE<br />
<em>Padiglione 5 &#8211; Area U23-V22 </em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Toyo Ito</title>
		<link>http://www.rappresentazione.it/?p=555</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Jan 2009 10:18:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Unali</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[
Huge Wine Glass, Toyo Ito
 
 
Huge Wine Glass è una spettacolare scultura-fontana progettata da Toyo Ito per uno dei principali spazi pubblici di Pescara, piazza della Rinascita (nota come piazza Salotto), sull’asse di corso Umberto I che collega la stazione ferroviaria al mare.
L’opera – la prima di Ito in Italia – consiste in un parallelepipedo trasparente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: x-small; font-family: Arial;"><img class="alignleft size-full wp-image-586" title="ito21" src="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/01/ito21.jpg" alt="ito21" width="173" height="307" /></span></div>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-family: Arial; mso-ansi-language: EN-GB;" lang="EN-GB"><span style="font-size: small;">Huge Wine Glass, Toyo Ito</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: Arial; mso-bidi-font-weight: bold;"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-family: Arial;">Huge Wine Glass</span></em><span style="font-family: Arial;"> è una spettacolare scultura-fontana progettata da Toyo Ito per uno dei principali spazi pubblici di Pescara, piazza della Rinascita (nota come piazza Salotto), <span class="span"><span style="mso-bidi-font-weight: bold;">sull’asse di corso Umberto I che collega la stazione ferroviaria al mare.</span></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;">L’opera <span class="nero12">– la prima di Ito in Italia –</span> consiste in un parallelepipedo trasparente a base quadrata (2 metri di lato) di cinque metri di altezza, dal cui interno si svela un sinuoso fluido rosso, effimera metafora di un calice di vino, dal sapore “made in Italy”.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial; mso-bidi-font-weight: bold;">Inaugurato il </span><span style="font-family: Arial;">14 dicembre 2008 alla presenza dell’architetto giapponese, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Huge Wine Glass </em><span class="nero12">è stato prodotto da Clax Italia che, per garantire lucentezza e trasparenza al monolite, ha utilizzato una resina acrilica, il polimetilmetacrilato.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="nero12"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;">Questo scenografico oggetto urbano non è “attaccato a terra”, emergere da un cerchio d’acqua, e si presenta al passante metamorficamente, sia per l’originale tridimensionalità visiva del design, amplificata anche dalla colorazione del materiale acrilico del fluido – mutevole al variare del punto di osservazione –, sia al cambiare delle condizioni di illuminazione diurne e notturne. M.U.</span></span></span><span class="nero12"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"> </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span class="nero12"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"><em>Fotografie di</em> Giovanni Caffio e Giuseppe Marino</span></span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>mutazioni</title>
		<link>http://www.rappresentazione.it/?p=219</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 08:59:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Unali</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[ad un decennio dalla sua fondazione,
rappresentazione.it è mutato &#8230;
1999 &#8211; 2009
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>ad un decennio dalla sua fondazione</em>,<br />
<a href="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/01/chuckclose2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-544" title="chuckclose2" src="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/01/chuckclose2.jpg" alt="" width="198" height="198" /></a><span style="color: #993300;"><strong>rappresentazione.it</strong> </span>è mutato &#8230;</p>
<p style="text-align: right;">1999 &#8211; 2009</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>NewLineamenta.ModelsInDigitalDesign</title>
		<link>http://www.rappresentazione.it/?p=206</link>
		<comments>http://www.rappresentazione.it/?p=206#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2008 08:51:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Unali</dc:creator>
				<category><![CDATA[feature]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rappresentazione.it/?p=206</guid>
		<description><![CDATA[Qual è il modello di rappresentazione compreso nella rivoluzione informatica?
Facoltà di Architettura di Pescara
martedì 31 marzo 2009
dalle ore 10.30, alle ore 12.30
aula rossa
Download Info

Scuola Superiore &#8220;G. d&#8217;Annunzio&#8221;, sezione di Scienze dell&#8217;Ingegneria e dell&#8217;Architettura,
Dottorato in Storia, Conservazione e Rappresentazione dell’Architettura.
Dipartimento DSSARR &#8211; Università degli Studi “G. d&#8217;Annunzio” Chieti-Pescara.
Scuola Nazionale di Dottorato in Scienze della Rappresentazione e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #993300;"><strong><span style="color: #800000;">Qual è il modello di rappresentazione compreso nella rivoluzione informatica?</span></strong></span></p>
<p><em>Facoltà di Architettura di Pescara<br />
</em><em>martedì 31 marzo 2009<br />
</em><em>dalle ore 10.30, alle ore 12.30<br />
aula rossa</em></p>
<p><em><a href="http://www.architetturadigitale.it/archiviomu/NewLineamenta310309/AvvisoNewLinea31marz09.pdf" target="_blank">Download Info</a><br />
</em><br />
Scuola Superiore &#8220;G. d&#8217;Annunzio&#8221;, sezione di Scienze dell&#8217;Ingegneria e dell&#8217;Architettura,<br />
Dottorato in Storia, Conservazione e Rappresentazione dell’Architettura.<br />
Dipartimento DSSARR &#8211; Università degli Studi “G. d&#8217;Annunzio” Chieti-Pescara.<br />
Scuola Nazionale di Dottorato in Scienze della Rappresentazione e del Rilievo</p>
<h2><span style="color: #993300;">New Lineamenta<br />
Dove stiamo andando?</span></h2>
<p>A distanza di qualche decennio dall’inizio della rivoluzione informatica in architettura, l’obiettivo dell’incontro, organizzato in forma di talk-show, è quello di fare discutere alcuni fra i più qualificati specialisti del settore sullo stato dell’arte della rappresentazione digitale, per contribuire al processo di storicizzazione e per ipotizzare scenari futuri.</p>
<p>Qual è il modello di rappresentazione compreso nella rivoluzione informatica? Quali sono gli ambiti teorico-operativi in cui si propone? Qual è il suo “sistema di riferimento”? Quali geometrie per elaborare rappresentazioni da abitare? La rappresentazione digitale è un “metodo” o una “tecnica” di visualizzazione? E infine, quale il salto epistemologico generato dalle immagini digitali alle soglie del “Web semantico”?</p>
<p><em>Intervengono:</em></p>
<p><strong><span style="color: #993300;">Marco Gaiani</span></strong>, Alma Mater Studiorum Università di Bologna</p>
<p><strong><span style="color: #993300;">Riccardo Migliari</span></strong>, “Sapienza” Università di Roma</p>
<p><strong><span style="color: #993300;">Livio Sacchi</span></strong>, Università degli Studi “G. d’Annunzio”, Chieti-Pescara</p>
<p><em>Moderatore:</em></p>
<p><strong><span style="color: #993300;">Maurizio Unali</span></strong>, Università degli Studi “G. d’Annunzio”, Chieti-Pescara</p>
<p><em><br />
È prevista la partecipazione di:</em><br />
<strong><span style="color: #993300;">Emma Mandelli</span></strong>, Direttore della Scuola Nazionale di Dottorato in Scienze della Rappresentazione e del Rilievo<br />
<strong><span style="color: #993300;">Collegio dei Docenti</span></strong> del Dottorato in Storia, Conservazione e Rappresentazione dell&#8217;Architettura<br />
**********************************************************<br />
<span style="color: #993300;"><strong>PREVIEW</strong> (work in progress)</span></p>
<p><strong>x Livio Sacchi:<br />
</strong>Architettura e cultura digitale oggi: Late Style o New Style?<br />
A distanza di alcuni decenni dall&#8217;azione d&#8217;avanguardia innescata dai rapporti tra architettura e tecno-cultura digitale, quale bilancio?<br />
Infine, soprattutto in relazione al dibattito in corso con gli allievi della Facoltà di Architettura di Pescara, chiediamo quale espressione-titolo può descrivere la controversa scena architettonica contemporanea. Tale affermazione dovrebbe essere articolata all&#8217;interno del seguente ragionamento: una rivoluzione culturale &#8211; una svolta epocale &#8211; comprende un nuovo modello di rappresentazione (es. Rinascimento / prospettiva) &#8230;  oggi?</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Link &#8230;<br />
</strong>Peter Eisenman &#8220;Late Style&#8221;:<br />
- <a href="http://insegnarearchitettura.blogspot.com/2008/11/pet.html" target="_blank">Sei punti</a>, da &#8220;Casabella&#8221; 769, 2008 (cfr. anche in <a href="http://www.architetturadigitale.it/archiviomu/NewLineamenta310309/Eisenman_Sei Punti.pdf" target="_blank">gizmoweb</a>)<br />
- &#8220;<a href="http://www.architetturadigitale.it/archiviomu/NewLineamenta310309/EisenmanIlManifesto.pdf" target="_blank">il Manifesto</a>&#8220;, 1 luglio 2008. Torino, la lex magistrale di P.E.<br />
VideoInterviste, tratte dalla mostra &#8221;Lo spazio digitale dell&#8217;architettura italiana&#8221;, 2006<br />
<a href="http://www.architetturadigitale.it/idee/video_interviste.html" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-1174" title="02_1_catalogo_presenta.qxp" src="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2008/11/idee.jpg" alt="02_1_catalogo_presenta.qxp" width="163" height="230" /></a></p>
<p style="text-align: right;">Cfr. il sito della mostra &#8220;Lo spazio digitale dell&#8217;architettura italiana&#8221;<a href="http://www.architetturadigitale.it/" target="_blank"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-954" title="spazio-digit-arch-ita" src="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2009/03/spazio-digit-arch-ita-150x150.jpg" alt="spazio-digit-arch-ita" width="90" height="90" /></a></p>
<p><strong>x Riccardo Migliari:<br />
</strong>Come possiamo interpretare-classificare i nuovi metodi e tecniche di disegno introdotti dal modello di rappresentazione compreso nella rivoluzione informatica in architettura?<br />
Qual è il ruolo svolto &#8211; come metodo e/o come tecnica di rappresentazione  - dal disegno elettronico nel processo di rinnovamento degli studi e dell&#8217;insegnamento della <em>Geometria descrittiva</em>?<br />
Come integrare la classica &#8220;scienza della rappresentazione&#8221; con le attuali tecniche di visualizzazione digitale conservando e ampliando il patrimonio culturale ereditato dai secoli scorsi?<br />
<em>N.d.R.</em> Saltando molti passaggi e procedendo schematicamente &#8230; anche se il tema è stato in più occasioni oggetto di analisi, credo si tratti di una delle questioni ancora centrali per gli studi sulla rappresentazione digitale contemporanea &#8230; in altri termini, credo utilissimo, soprattutto a livello didattico, specificare ancora in che misura la r.d. è un nuovo metodo di rappresentazione e come &#8220;si aggiunge&#8221; agli altri. </p>
<p style="text-align: right;"><strong>Link &#8230;<br />
</strong><a href="http://www.migliari.it/" target="_blank">Riccardo Migliari</a></p>
<p><strong>x Marco Gaiani:<br />
</strong>Quali nuovi scenari teorico-operativi per la rappresentazione digitale in architettura?<br />
Quale nuovo sviluppo delle metodiche di rilevamento strumentale?<br />
Il Web 3.0 (Web semantico) &#8211; il futuro di Internet &#8211; che novità può apportare alla rappresentazione digitale? </p>
<p style="text-align: right;"><strong>Link &#8230;</strong><br />
<a href="http://www.domusweb.it/magazine/index.cfm" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-1099 alignright" title="923_cover.indd" src="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2008/11/domus923-225x300.jpg" alt="923_cover.indd" width="130" height="173" /></a><br />
Sul Web 3.0 (Web semantico) cfr. &#8220;Domus&#8221; n. 293, marzo 2009<br />
<a href="http://www.domusweb.it/magazine/index.cfm" target="_blank"></a>    in particolare cfr. Domus Web:<br />
19. Mar. 2009<strong>,</strong> <a href="http://www.domusweb.it/intersections/article.cfm?id=177098&amp;lingua=_it" target="_blank">Tra fantascienza e realtà</a>,<br />
Dal paesaggio urbano digitale all&#8217;Internet degli oggetti, passando per l&#8217;Internet degli schermi. Le visioni disincantate di Bruce Sterling sul Web del futuro. Text Elena Sommariva. (<a href="http://www.architetturadigitale.it/archiviomu/NewLineamenta310309/BruceSterling.pdf">download .pdf</a>)<br />
<a href="http://www.domusweb.it/magazine/index.cfm" target="_blank"></a></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Maurizio Unali:<br />
</strong>per innescare gli argomenti oggetto dell&#8217;incontro,<br />
introduco i <a href="http://www.architetturadigitale.it/archiviomu/NewLineamenta310309/UnaliFig01.gif" target="_blank">tre spazi teorico-operativi </a>in cui possiamo elaborare la rappresentazione digitale in architettura: lo spazio <em>rappresentativo-strumentale</em>; lo spazio <em>conformativo-creativo</em>; lo spazio <em>mediatico-informativo.<br />
<img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1207" title="newlineaciano1" src="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2008/11/newlineaciano1-150x150.jpg" alt="newlineaciano1" width="150" height="150" /></em></p>
<p><em><a href="http://www.architetturadigitale.it/archiviomu/NewLineamenta310309/UnaliFig02.gif" target="_blank">Rappresentativo-strumentale<br />
</a></em>Il primo spazio teorico-operativo in cui possiamo elaborare la <em>rd</em> è quello<em> rappresentativo-strumentale</em>. Questo ambito coincide, quasi in toto, con il primo orizzonte tematico del digitale in architettura rilevato da Purini, &#8220;l&#8217;<em>ambito</em> <em>strumentale </em>del disegno elettronico&#8221;. È il più noto luogo di elaborazione della <em>rd</em> e il computer viene utilizzato come un potente ed utile strumento per produrre disegni e per risolvere tutta una serie di aspetti tecnici e di servizio. Ricordiamo tutti, a tale riguardo, le vecchie espressioni &#8220;disegno automatico&#8221; e &#8220;tecnigrafo elettronico&#8221;, metafore linguistiche che alludono al ruolo utilitaristico dell&#8217;elaboratore. In questo ambito il digitale è declinato principalmente in quanto potente metatecnologia attuativa, dalla fase ideativa a quella realizzativa. In senso generale, la <em>rd</em> si muove dal rilievo al progetto, dalla conoscenza e gestione del patrimonio culturale fino al disegno esecutivo del nuovo e in tutti quei casi nei quali affiora l&#8217;opportunità di una più complessa e insieme ordinata classificazione e controllo di informazioni. Nella sfera progettuale, il noto &#8220;esempio limite&#8221; di questo ambito della <em>rd</em> sono i disegni del <em>Museo Guggenheim</em> di Frank O. Gehry. Un&#8217;opera frutto di un processo progettuale che possiamo definire tradizionale, anche se dagli esiti spettacolari, che solo &#8220;a posteriori&#8221;, come scrive Purini, ha trovato «nello strumento digitale il modo di declinare secondo sofisticati programmi di calcolo la complessità delle sue superfici ondulate che hanno reso più agevole, tra l&#8217;altro, la progettazione del cangiante rivestimento in titanio (&#8230;). In questo caso il digitale non<em> </em>è<em> </em>stato in realtà veramente <em>organico</em> alla concezione dell&#8217;opera essendo intervenuto successivamente, quando la configurazione generale dell&#8217;edificio era già stata definita». Ma attenzione: la rappresentazione, sia pur in questo ambito definita &#8220;strumentale&#8221;, non è mai neutrale, generando sempre significati portatori di senso, cioè in grado di evocare altro. Si pensi solo, a titolo di esempio, alla scelta del metodo e della tecnica di rappresentazione e alle loro ricadute conformative in termini di comunicazione dell&#8217;idea. Dobbiamo poi considerare, come ricorda Marco Gaiani<a name="_ednref2" href="http://www.rappresentazione.it/wp-includes/js/tinymce/plugins/paste/blank.htm#_edn2">[ii]</a>, che l&#8217;esito percettivo finale non dipende solo dall&#8217;originale fornito, ma anche dal modo con cui la <em>rd</em> è agita e da ciò che accade nel corso dell&#8217;azione. </p>
<p><em><a href="http://www.architetturadigitale.it/archiviomu/NewLineamenta310309/UnaliFig03.gif" target="_blank">Conformativo-creativo<br />
</a></em>Il secondo spazio teorico-operativo della <em>rd</em> è quello <em>conformativo-creativo</em>. È l&#8217;ambito elaborativo più innovativo e &#8220;spettacolare&#8221; generato dalle relazioni tra architettura e cultura digitale. In esso la <em>rd</em> è il luogo del progetto, in una sorta di &#8220;new lineamenta&#8221;. Attraverso il disegno, qui libero dal ruolo strumentale, esploriamo le potenzialità espressive dello spazio digitale e dei software di modellazione. Nel complesso questo laboratorio creativo aperto dalla rivoluzione informatica in architettura, in quanto luogo di conformazione, ha degli esiti sia nello spazio reale, sia in quello virtuale. Il noto &#8220;esempio limite&#8221; di questo ambito della <em>rd</em> sono le sperimentazioni di Peter Eisenman &#8211; dalla <em>Virtual House</em> (1997) alla <em>Chiesa a Tor Tre Teste</em> (1996) a Roma, fino alla <em>Concert hall</em> a Bruges (1999) -, opere frutto di un processo progettuale che attraverso il virtuale si stacca dalle limitazioni geometriche e dai tradizionali vincoli architettonici.Nel versante delle progettualità dedicate solo allo spazio digitale, emergono molte creatività in cui la <em>rd</em> è &#8220;sostanza&#8221; fondamentale del processo elaborativo. Il disegno riconquista e amplifica le sue naturali potenzialità espressive ideali e utopiche, ulteriormente alimentate dalle vocazioni del ciberspazio e dalle sue interdisciplinari declinazioni, dal cyberpunk al cinema. In questo secondo laboratorio teorico-operativo il digitale è considerato come un ulteriore spazio &#8220;da abitare&#8221; attraverso rappresentazioni: luogo &#8220;altro&#8221; per allestire creatività poeticamente effimere; progetti che esistono solo nella dimensione virtuale e che, quindi, possono liberarsi anche del fardello del &#8220;fattibile&#8221;. Se nel primo caso &#8211; l&#8217;ambito strumentale della <em>rd</em> &#8211; il disegno prosegue una storica relazione con le più avanzate tecnologie del tempo in cui opera, nel secondo assistiamo ad una svolta epocale, la conquista di un nuovo spazio: radicale, alternativo, utopico-ideale e, solo nei casi migliori, rivoluzionario.<br />
In questo panorama assume ulteriore senso l&#8217;idea per cui &#8220;abitare virtuale significa rappresentare&#8221;. Una delle parole chiave per fruire, rilevare e progettare lo spazio digitale è, infatti, <em>rappresentare</em>. Il ciberspazio, sia nella sua dimensione letteraria, sia in quanto spazio virtuale, è un luogo rappresentato. In altre parole, abitare lo spazio virtuale significa agire attraverso simulazioni, significa, appunto, rappresentare. Dalla città virtuale alla visualizzazione interattiva del progetto e della realtà, dal morphing elaborativo al web design, dalla video-creatività infografica fino all&#8217;allestimento dei virtual-set per il cinema e la TV, si riafferma la centralità della rappresentazione: dei codici semantici del disegno, dei valori iconici e simbolici delle immagini, della scienza della rappresentazione con i suoi metodi e le sue tecniche. Nel disegno si invera il progetto d&#8217;interfaccia; nel disegno è contenuto il luogo dell&#8217;incontro tra architettura e tecno-cultura digitale: laboratorio in cui sperimentare teorie e pratiche applicative per abitare lo spazio virtuale all&#8217;insegna di una <em>creatio mundi</em>.<br />
Un disegno, però, digitale, ovvero una forma-pensiero di visualizzazione generativa nata con la rivoluzione informatica.<br />
In altre parole, un disegno che, prima, non esisteva.<br />
Una rappresentazione cresciuta nel ventre dell&#8217;ambiente virtuale, che ha attualizzato e reinventato molti dei propri statuti disciplinari, generando grossi cambiamenti di pensiero e di azione rispetto al disegno tradizionale &#8211; <em><span style="text-decoration: underline;">mai di valore sostitutivo</span></em> -, contribuendo ad ampliare il concetto stesso di rappresentazione, soprattutto nel settore della visualizzazione ipertestuale e in real time dello spazio architettonico. Un disegno che, peraltro, contiene anche una sua &#8220;autografia&#8221;, che, in modo simile al concetto di &#8220;tratto&#8221; del disegno analogico, consente di cogliere l&#8217;espressione intellettuale originale del disegnatore. C&#8217;è poi da osservare che le principali finalità del disegno di architettura non sembrano essere state modificate dalla <em>rd</em>, che, semmai, ha contribuito a comprovarne il senso.<br />
Queste profonde estensioni dei territori del disegno, che abbiamo in più occasioni definito <em>rivoluzionarie</em> &#8211; attribuendogli un valore analogo a quello innescato dalla prospettiva per la cultura spaziale dell&#8217;Occidente -, hanno generato fondamentali &#8220;conquiste di senso&#8221;, modificando &#8220;la visione delle cose&#8221;. Basta solo accennare, ad esempio, al profondo salto tecnico-concettuale determinato dalla &#8220;moltiplicazione&#8221; del punto di vista, naturale dimensione elaborativa della cultura rappresentativa contemporanea. Idea di punto di vista mobile che interpreta e alimenta una nuova propensione dell&#8217;intelligenza verso la connettività e l&#8217;esplorazione-invenzione di uno spazio di relazione da agire nella multilinearità e nella simultaneità, percepito nella &#8220;fusione&#8221; invece che nella &#8220;distanza&#8221;, in una fruizione attiva, lontana dall&#8217;idea dello &#8220;spettatore che guarda&#8221;. Semplificando molto e saltando qualche passaggio, come il punto di vista fisso è stato l&#8217;occhio, quindi la mente, che ha conformato la simmetria centrale della <em>Città Ideale</em>, il punto di vista mobile, elabora la <em>Città Virtuale</em>.<br />
Così come sta emergendo, questo modello di rappresentazione originato dalla rivoluzione informatica ha ampliato anche le multidisciplinari vocazioni conformative proprie del disegno. Affiora, cioè, la dimensione generativa unitaria del disegno-progetto. Come già accennato, in una sorta di &#8220;new lineamenta&#8221; la <em>rd</em>, soprattutto all&#8217;interno delle creatività tematiche per lo spazio digitale, sembra essere il luogo del comporre, fino a coincidere con il progetto. Riconoscere e utilizzare le componenti <em>rappresentativo-conformative</em><em> </em>del modello di <em>rd</em>, è allora il primo passo verso l&#8217;esplorazione di questo medium di elaborazione visiva. Sia nella dimensione teorica, sia in quella operativa, è infatti fondamentale riconoscere e controllare, nei vari casi che si pongono all&#8217;osservazione, la prevalenza del rappresentare sul conformare (e viceversa), per poter scegliere e mettere &#8220;in regia&#8221; l&#8217;intero processo elaborativo. Queste considerazioni seguono storiche avvertenze di carattere generale &#8211; pensiamo, innanzi tutto, all&#8217;opera di Walter Benjamin e Marshall McLuhan -, che continuano a ricordarci l&#8217;importanza di conoscere a fondo gli strumenti del rappresentare, prima di usarli. È, infatti, ancora fondamentale ribadire, soprattutto nella formazione, come l&#8217;utilizzo delle tecnologie della rappresentazione sono in grado di modificare le modalità stesse del pensiero. In merito alla <em>rd</em>, è quindi importante domandarci ancora: quanto il medium digitale incide in termini di trasformazione del pensiero? Considerando, poi, che nel corso di questi due ultimi decenni, come rileva Livio Sacchi, «l&#8217;uso dell&#8217;informatica si è (&#8230;) rapidamente evoluto da un ruolo puramente rappresentativo a un ruolo propriamente conformativo» &#8211; parallellamente alla sempre maggiore diffusione di hardware e all&#8217;evoluzione dei software -, queste considerazioni sono particolarmente importanti.</p>
<p><em><a href="http://www.architetturadigitale.it/archiviomu/NewLineamenta310309/UnaliFig04.gif" target="_blank">Mediatico-informativo</a><br />
</em>Il terzo spazio teorico-operativo della <em>rd</em> è quello <em>mediatico-informativo</em>, ed è esperibile soprattutto in rete, ma non solo. In questo ambito rappresentare significa, in primis, comunicare informazioni, o meglio, allestire uno spazio mediatico per innescare processi informativi multidirezionali. L&#8217;intensificarsi delle possibilità di accesso all&#8217;informazione, insieme al vertiginoso moltiplicarsi della comunicazione, per numero dei contatti e per modalità delle forme, sono l&#8217;effetto più evidente della presenza della <em>rd</em>, mostrando un aspetto significativo della condizione contemporanea. Gli esempi sono molti e spaziano dagli archivi informatizzati a settori editoriali tematici (riviste di architettura in rete, supporti multimediali, produzioni video), dai siti degli architetti ai vari blog; spazi web in cui l&#8217;interfaccia di accesso è uno degli elementi conformativi dell&#8217;azione fino a diventare, nell&#8217;idea di <em>hypersurface,</em> nuova architettura dell&#8217;informazione.<br />
Ma anche nel versante della &#8220;città reale&#8221; la <em>rd</em> svolge un importante ruolo informativo, basta solo pensare alle variabili superfici dei <em>media buildings</em> urbani; facciate interattive di comunicazione e informazione, conformabili in real time, in cui la <em>rd</em> esprime una tra le nuove &#8220;sostanze della transmodernità&#8221;.<br />
<em>Tratto da: M.Unali, conferenza di Lerici 2008.</em></p>
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<span style="color: #993300;"><strong>GRAZIE per la calorosa partecipazione all&#8217;iniziativa </strong>(Maurizio Unali, 1 aprile 2009)</span><br />
 <img class="alignnone size-medium wp-image-1183" title="covercurr2" src="http://www.rappresentazione.it/wp-content/uploads/2008/11/covercurr2-300x214.jpg" alt="covercurr2" width="180" height="128" /></p>
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La sintesi dell&#8217;iniziativa è confluita in<br />
<strong><span style="color: #33cccc;">New Lineamenta</span></strong>,<br />
a cura di Maurizio Unali,<br />
ed. Kappa, Roma 2009</p>
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